Un ragazzo viene pestato a morte dopo essere uscito da un locale gay a Roma e il sindaco di Roma, Sig. Alemanno, dice che “Roma è una città tollerante, certi episodi non devono più accadere”.
E chi se ne importa della tolleranza di Roma? Roma non ha da essere tollerante perchè non c’è nulla da “tollerare”, caro Sig. Alemanno. Tollerare? Perché un gay è uno da tollerare, al pari delle zanzare, dei ladri, dell’inquinamento atmosferico, dei criminali? Non voglio la tua tolleranza, ignorante Sig. Alemanno.
Questo ragazzo sta perdendo un occhio e lui si dichiara tollerante, auspica una maggiore tolleranza, difende lo spirito di telleranza, si batte per la tolleranza. Ma se si battesse per l’ignoranza sua e di tutti quelli che vogliono tollerare gli altri perché non sopportano il proprio puzzo di muffa cerebrale forse riuscirebbe ad assumere un espressione meno contrita nelle sue pubbliche esternazioni.
Non mi sono mai battuto per enfatizzare il pietismo verso i gay sopratutto quando vengono pestati perché per me è grave a prescindere dal fatto che siano gay. I media vogliono riempirsi la pancia con le disgrazie etichettate perché così hanno già il lessico adeguato a inquadrare qualcosa di scomodo e sconosciuto, i politici parlano subito di omofobia, tolleranza, rispetto. Ma che cosa siamo? Uomini o scomodi inconvenienti da tollerare?
Ma in effetti questa cosa della tolleranza è una cagata.
A conti fatti non c’è proprio niente da tollerare.
E’ una logica ipocrita per cui facendo finta di difendere ammetti implicitamente che siamo sgradevoli.
Ma sgradevole sarà lui.
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