Il taglio della manica


Ogni volta che uso la mia macchina da cucire il tempo sembra non finire mai: ieri sera ho accorciato un paio di jeans, ho finito la scollatura del tubino per Sara, ho trasformato una camicia a manica lunga in una a manica corta, con inserimento del polsino all’altezza del bicipite. Il mio compagno dice che sembra un pò camicia della nonna per la prima comunione del nipote, ma vedrete che la indosserà, eccome se la indosserà. Una bella camica a righe bianca e azzurra che lui ha strappato ed io ho prontamente riparato con ausilio di creatività, gessetto, forbici, filo e ago. Me lo vedo già gironzolare per Milano, con il suo bicipite abbronzato che esce dal polsino aperto a metà braccio. Riparare gli abiti è davvero divertente, mi fa risparmiare tempo, cervello e soldi, mi permette di pensare, toccare, riconquistare la mia manualità.

Quello che un pò mi turba è che il cucito è proprio un passatempo da finocchio ed io certo, lo sono finocchio, ma sono anche ancora un pò represso in questo senso: se mi fosse venuta la passione per le riparazioni dell’auto o del cesso, magari sarei andato in giro con il cartello sono un meccanico e sono idraulico e sono finocchio, ma invece sta passione dela taglia e cuci mi crea qualche imbarazzo. Non dovrei? Forse. Fa troppo luogo comune, quella del finocchio cui piace cucire, fa un pò vecchia zitella finocchia, neanche stylist o fashionchecazzoneso, ma proprio vecchia zia. Rischio pure l’allontanamento dei fashion group starnazzanti della Versilia se mi presento con il cesto per il cucito e il ditale! Ops…infingardo.

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6 Pensieri su &Idquo;Il taglio della manica

  1. Ahahahahah :D

    Beh pensa io che mi occupo di astrologia! Passo per uno di quelli che fanno discorsi da donnine annoiate, sorseggiando il thé con qualche amica snob.. invece è una cosa degna, e complicatissima..

    E poi sarò finocchio ma a me piace sentirmi e essere riconosciuto come maschio, maschio a cui piacciono i maschi. Questa cosa per cui uno (dei due) si deve per forza “femminilizzare” non ci sta per niente.. è una forma di omofobia, è quella identità onnivora che annulla le diversità accorpandole e divorandole di cui parlavi.

    E poi, voglio dire, guardiamo agli orsi! C’è qualcosa di più viril-villoso?

    • Bè diciamo pure che ci sono gay effeminati e gay che non sembrano effeminati. Ce ne sono anche che sembrano ostentatamente maschili, di un virilismo esasperato fino al parossismo, tanto da essere in realtà grottesco, la caricatura dell’essere maschio.
      Ma resta il fatto che già solo per essere attratto da un uomo… dei gusti, delle peferenze tipiche delle donne già le avrai. Così pure ci saranno dei comportamenti sessuali (diciamo così, non entriamo nel dettaglio..) che sono femminili, a letto si avrà pure un ruolo femminile, salvo i casi rari – credo- di solo attivi. Sbaglio? Quindi qualcosa di femminile ci deve pur stare.

      • Certo certo ma un nome un pò più originale, no? Caro Lustprinzip, ci sono anche quelli normali. Tu invece in che categoria sei? Nella categoria delle quarantenni con la pelle dello scroto molle?

    • @Aion: Io e te, con un tavolinetto nel posto che sappiamo, faremmo denari a palate. Tu che predici, io che faccio l’orlo. In un quarto d’ora tiriamo su almeno 50 euro alle parrucoone signore milanesi.

  2. Non lo sapevo! Del libro la manica tagliata, intendo. Ma guarda che coincidenza incredibile. Lo leggerò…
    Per puro caso ho usato la stessa espressione.

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