Dopo una intensa attività autoerotica, in assenza temporanea di partner – temporanea di una sera, si intenda – che porta all’inequivocabile piacere visivo e tattile, nonché mentale, fisico, oddio non so più cosa, mi prende sempre quel senso di smarrimento lì, che poi non è proprio un senso di colpa, ma è una domanda.
Potevo farne a meno? Ah…adesso è facile dirlo, ma quando sei lì, che stai tornando a casa in autobus e la testa ti è scesa al livello del membro e con quello muovi i passi, che se incontrassi una vecchietta saresti disposto a farle uno sgambetto per arrivare a casa prima. Poi entri in casa, ti spogli freneticamente, ti butti sul letto, oppure ti infili sotto la doccia, ti siedi sul bordo del divano, ti fai. Ecco semplicemente ti fai qualcosa che arreca un piacere diverso.
E la devi fare solo, quella cosa. Magari gemendo in modo convulso, senza che qualcuno ti dica: ma cosa urli! Poi ti ritrovi lì, con le mutande in mano, lo sperma un pò sparso ovunque e guardi l’orologio. Che è l’oa dell’arrivo: vaglielo a spiegare, guarda mi sono fatto una sega aspettandoti, così adesso sono bello tranquillo e ti dedico tutto me stesso.