Caterina e il viaggio di quel giorno in Sudan


Abbiamo aperto la sua valigia, cercando i suoi cd, perché i medici ci hanno detto che ha bisogno di sentire la musica preferita per risvegliarsi dal coma. E’ così dal 17 aprile, da quando è rientrata dal Sudan, vittima di un incidente stradale. La jeep si è ribaltata nel deserto, durante una giornata di riposo, metre con i colleghi stava andando a fare una gita spensierata per festeggiare la Pasqua. Era in Sudan da Gennaio, collaborava alla costruzione dell’ospedale della capitale e i lavori erano giunti quasi al termine, quindi avrebbero festeggiato così, con una pausa di alcuni giorni. Poi quella buca nel deserto, l’auto sbanda e lei, chissà lei cosa pensa, se pensa, adesso. Le hanno rasato la testa e non ha più quei lunghissimi capelli, sempre in disordine. Sembra così bella, sembra un ragazzino, ma ha 29 anni. Il viso è dolce, gli occhi chiusi, il labbro inferiore un pò gonfio, sempre gonfio, le dona un aspetto un pò imbronciato. Il suo cervello non funziona più, i medici dicono che ha molte possibilità di vivere, ma ora è lì, sul lettino della rianimazione e aspettiamo che muova un dito, che apra un occhio, che un pezzo di vita si risvegli. Risvegli…forse vuole restare così, lei ha fatto grandi cose, ha fatto scelte difficili, ha lottato contro una prospettiva di vita che non le piaceva, ha realizzato un sogno, ha avuto coraggio e ha sostenuto ogni giorno con la volontà i suoi progetti. E poi un incidente, un giorno in Sudan, ha interrotto la sua storia. Non l’ha conclusa, l’ha interrotta perché lei resta con noi, è con noi. Mi scriveva spesso dal Sudan , mi mandava le foto, mi raccontava gli amori, mi scriveva poche parole, ma bastavano. Ora aspetto, le parlo quando vado a trovarla, ma parlo a voce bassa, perché mi sembra che possa sentire e le dico poche cose, perché le mie parole fanno fatica a venire fuori e sono parole stupide. La musica preferita…si la musica preferita, l’ho sentita tante volte. I medici hanno il loro copione e magari qualche volta qualcuno si sveglia, ma mi da fastidio farle ascoltare la musica. Se la musica è un girotondo di suoni per non sentire, la musica l’addormenta. E se il risveglio è un piacevole ritorno, per lei sarebbe cosa già vista, il suo risveglio c’è già stato, adesso sarebbe solo l’inizio di una sofferenza verso…

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