Un uomo in gabbia


Sulla spiaggia dell’isola di Naxos si guardava intorno agitato, era con la moglie e i due bambini, ma aveva occhi solo per altro. I suoi gesti erano veloci, gli sguardi impauriti e curiosi, ogni giorno cercava di avvicinarsi con gli asciugamani, ogni giorno si buttava in acqua e nuotava fino ad arrivare davanti a noi, faceva capriole, faceva il "morto", buttava l’occhiata, poi un’altra e un’altra ancora. Era l’uomo in gabbia, l’uomo sposato per errore, l’uomo che si stava consumando per aver fatto una scelta di vita sbagliata, per avere fatto du figli, per aver voluto snaturare se stesso, perdendosi in una vita povera d’amore, stritolato dalle morse dei suoi desideri inconfessabili.

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2 Pensieri su &Idquo;Un uomo in gabbia

  1. Tristezza, squallore degli squallori…. come si fà ad essere così incoerenti?
    Siamo nel 2006 SVEGLIATEVI GENTE!! i secoli bui e gli anni 50 per fortuna sono belli e passati! Ragionate con la vostra testa, nn con quella del Ruini di turno.
    Bentornato
    Betta

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