Liberiamoci degli psicologi


Ci fanno ammalare diagnosticando le più improbabili patologie. Sono psicoterapeuti e affini, nuovi protagonisti della cultura contemporanea: un loro parere conta più di tutto, la loro presenza è garanzia di autenticità e autorevolezza(?) nei tribunali, negli ospedali, nelle scuole, nelle aziende, nelle case di tutti attraverso i media. E se ci liberassimo di loro, delle loro opinioni, dei loro giudizi, delle loro ASFISSIANTI MANIE di dare un nome ad ogni nostro malessere? Le etichette appiccicate sulle cose, su di noi, fermano il mondo e rallentano la vita, meglio convivere con una sana dose di ambiguità e di complessità, meglio affinare le capacità di interpretazione della realtà e di convivenza con la molteplicità, piuttosto che finire tra le mani di uno di loro.

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6 Pensieri su &Idquo;Liberiamoci degli psicologi

  1. Le tue parole mi fanno pensare che tu abbia avuto, direttamente o indirettamente, un’esperienza negativa. Mi dispiace, in primo luogo per te, e in secondo luogo per tutti i professionisti seri e preparati che risentono della scarsa professionalità di alcuni e dell’immagine negativa della categoria che questi veicolano.

  2. Johnatan intendevo dire che, esclusi coloro che sono seriamente malati, proprio com’è scritto nel post, gli psicologi devono attribuire un nome ed una giustificazione a tutte le azioni umani. E spesso persone perfettamente sane vengono da loro comunque inseriti in una categoria di tipi psicologici al pari delle persone malate. Come se volessero scavare comunque dentro al cervello per trovare qualcosa che non va… Tutto qui il mio pensiero. :))

  3. Ma al di là della differenza tra psicologi preparati e psicologi improvvisati, il mio quesito e il mio dubbio rimangono. Anche le persone malate, quelle che non riescono a condurre una vita normale, riescono a trarre beneficio da una psicoterapia? Oppurre dobbbiamo rivedere che cosa sia il concetto di vita normale e allargarlo per includere anche forme apparentemente devianti?

  4. Dal mio punto di vista il lavoro di uno psicologo serio dovrebbe essere mirato a un obiettivo di “benessere” dell’individuo, non a un obiettivo di “normalità”. Detto questo resta la crucialità del tuo interrogativo, che però, a mio parere, è una questione sociale e sociologica, legata solo in modo molto indiretto alla figura dello psicologo in senso stretto.

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