Le spose d’Olanda


Si chiamano Chiara e Magalee e il loro matrimonio mi ha fatto piangere a lungo, lacrime incontenibili in un appartamento al primo piano nel centro storico di Leida. Tra torte e pasticcini, spremute d’arancia e panini al burro, marmellate e yogurt, si sono sposate una mattina d’estate di 3 anni fa alle sette e mezzo. Una in rosso l’altra in bianco vestito, con tante bolle di sapone e in mezzo a occhi assonnati dalla festa della sera prima, hanno voluto vicino gli amici di mezzo mondo. Poi tutti a fare colazione e il nonno di Chiara, novantenne, inizia a parlare, nel silenzio della sala. Parla in italiano, con un delicato accento genovese, si commuove e benedice l’unione delle due ragazze. Dice che ha imparato a conoscere ancora meglio l’amore, che la vita lo ha sorpreso ancora una volta, che si è fatto un bel viaggio in aereo dall’Italia e il ricordo di questi giorni meravilgiosi sarà con lui per sempre.

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3 Pensieri su &Idquo;Le spose d’Olanda

  1. Infatti hanno voluto fare un matrimonio diverso…mettendo a dura prova gli invitati! La sera prima una festa a casa dell’ex fidanzato di Chiara (!) dove tutti gli invitati avevano l’obbligo di portare in dono cibo e vini dai rispettivi paesi di provenienza, balli scatenati sulle musiche più improbabili, tra cui un “tanti auguri” della Carrà cantato in olandese. A letto non prima delle 3 e sveglia alle 7!!

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