L’appartamento italiano


Eravamo in dieci nell’appartamento in centro a Milano, in una palazzina anni cinquanta, all’ultimo piano. C’era Renata che assomigliava a Mafalda e non si perdeva un film nelle sale d’essay, militante di estrema sinistra e promotrice delle più vivaci proteste sindacali, c’era Simona, eterna studentessa d’architettura, innamorata di kim Basinger e in lotta continua con le forme esagerate di un corpo femminile, con un seno prosperoso che mortificava sotto strette fasciature. C’era Incarnita Zapata dal Messico, nipote dell’altro Zapata, quello rivoluzionario, suo nonno e c’era il liutaio, che si chiamava in realtà Marco e costruiva liuti in un piccolo laboratorio di periferia. C’era la nana, Sonia, che non arrivava con la testa al tavolino e aveva la sedia con il cuscinone per sedersi comodamente, c’era Franci, aspirante steward in preda agli attacchi di panico, c’era il seminarista fuggito dal seminario, avvolto nel dubbio delle fede, travolto dai piaceri della carne omo. Iris che leggeva le carte e prediceva gravidanze imminenti a tutte, Sara la giornalista che passava le serate a fumare davanti al pc e non azzeccava un fidanzato, c’era Bene, il mio amore, che aveva tappezzato il bagno con le foto dei reali di tutto il mondo, e poi c’ero io, il cocco della vecchissima proprietaria di casa. Per lei disegnavo forme che poi lei trasformava con il punto croce, realizzando quadri che regalava alle amiche. Abitava poco distante da noi e ripagava le mie attenzioni con un affitto ridicolo per 250 metri quadrati di casa in centro a Milano.

Yesterday…

Oggi…

Oggi festeggio cinque anni di passione con Bene e stamattina ci siamo ritrovati in terrazza a fare colazione, ricordando i nostri anni in via Gaffurio. Renata si è sposata con un professore di fisica a Zurigo, passa le giornate annoiandosi a fare shopping e il suo fine settimana è prenotato sempre alle terme di Graz. Simona ha conosciuto un pittore argentino, si è laureata ed è fuggita con lui, vivono a Cortona e dipingono nel laboratorio aperto nel centro storico. Franci alleva capre in campagna nel monferrato e cucina marmellate di fiori d’acacia seduto davanti alla stufa a legna. Iris fa la venditrice ambulante di bigiotteria ad Amsterdam, la nana ha conosciuto un africano di due metri che l’ha portata con sé in Togo e la venera come una dea, apprezzando la sua nanitudine. La zapata è scomparsa dopo un viaggio a Miami al seguito del fidanzatino americano, il liutaio s’è sposato una ragazzona bergamasca che gli ha fatto mettere la testa posto – si fa per dire – e ora fa il fattorino per l’azienda del papà di lei. Sara ha trovato la pace dei sensi con un tarantino che la scopa da mane a sera…e quando lo molla più, questo! Il seminarista laureatosi in teologia è professore di religione alle alementari.

E noi, Bene ed io, siamo sempre insieme, ma lui – per fortuna -non ha ancora deciso dove appendere, nella nuova casa, le foto delle famiglie reali…

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