voglio vivere in un paese comunista


Ma come impiegavo il tempo quando c’era una sola compagnia telefonica e non avevo l’opportunità di trascorrere interi pomeriggi a scegliere la tariffa ideale, quando c’erano solo pochi canali televisivi e non avevo l’opportunità di scegliere tra centinaia di film…quando le strade erano ancora fatte per perdervisi e le cartine geografiche per ritrovarsi, ma solo dopo essersi smarriti per uin pò. Sono vecchio, lo so. Ma prima avevo più tempo. Vorrei vivere in un paese comunista, vero. Dove non devo scegliere a chi vendere l’anima, perché già è tutto deciso. Non voglio essere più preso in giro da chi promette libertà di scelta, ma è in grado solo di offrire occasioni di consumo. Voglio che le persone tornino a fare il loro lavoro, non mi interessa poter controllare il mio conto corrente direttamente on line, voglio un impiegato che lo faccia al mio posto. Non mi interessa perdere il tempo, che è la cosa più preziosa. Voglio che qualcuno decida per me che linea telefonica usare, che banca, che fornitore di gas, che materasso, che detersivo…

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25 Pensieri su &Idquo;voglio vivere in un paese comunista

  1. quanta verità in quello che dice… e tra l’altro lo dice una che lavora in questo terribile gioco al massacro che è il marketing! strumento subdolo per abbindolare noi tutti. nessuno ne è immune.. e allora nostalgicamente si pensa a quando era tutto più semplice e chiedere un’informazione per strada era un modo per sentirsi meno soli!

  2. Il tuo post non fa una piega. Sinceramente hai ragione, ma credo che il comunismo non c’entri affatto con la tua ricercata tranquillitá.
    Non si puó andare al supermercato e lasciare scegliere ai commessi ció che vorremmo mangiare. O no?!
    Le scelte, anche se tra mille difficoltá, le dobbiamo fare solo e sempre noi stessi. O no?!
    Facciamo tutti parte della massa, dello sviluppo sociale, della globalizzazione, insomma di questo povero e bistrattato pianeta…ma siamo sempre unici individui che, tra confusione di mercato liberalizzato, a volte ci troviamo in difficolta di scelta.
    Hai ragione, ma ci sono tanti “ma”.

  3. Lo so, lo vorremmo tutti ma ormai non siamo piu nell’800 e tutto ciò che facciamo è dettato dall’economia, dal marketing e dalla politica.
    Abbiamo guadagnato il poter scegliere tra tante varietà d’offerta ma con il comunismo questo discorso non c’entra.
    Baci Gloria
    http://piccolina.blog.lastampa.it

  4. quando c’era una sola compagnia telefonica, questa era pubblica, e per questo, e non perchè era l’unica, si comportava con maggiore correttezza e rispetto dei contratti, e lo Stato era l’unico che poteva modificare le tariffe, e con una legge, mica con una e mail come le compagnie di oggi…che si comportano come pirati, appioppandoti contratti al telefono ma imponendoti la disdetta tramite raccomandata A.R. perchè sono private, usano clausole vessatorie, e per aver ragione su di loro devi trascinarle in causa.
    Quanto alle tariffe, sono ormai non comparabili tra loro, e truffaldine, forse perchè privato e bello?…quindi non è il comunismo che devi desiderare, ma forse la pubblica amministrazione italiana, che evidentemente qualche pregio lo aveva. Nei fatti, ieri il call center di telecom mi ha risposto in 2 minuti, quelli di infostrada e tele2 non mi hanno risposto dopo 8 minuti.

  5. Per chi vuole vivere in un paese comunista dico solo:
    VAI IN QUEL DEMOCRATICO PAESE CHE DI CHIAMA CUBA.
    DOVE IL DEMOCRATICO CASTRO IN PREVISIONE DI SCHIATTARE HA NOMINATO IL FRATELLO!!!!
    i sinistri nostrani vanno si a cuba ma da turisti a caccia di ragazzine a buon mercato. VERGOGNATEVI sinistri NON potete insegnare niente di buono a nessuno.
    Lino.

  6. Per chi vuole vivere in un paese comunista dico solo:
    VAI IN QUEL DEMOCRATICO PAESE CHE DI CHIAMA CUBA.
    DOVE IL DEMOCRATICO CASTRO IN PREVISIONE DI SCHIATTARE HA NOMINATO IL FRATELLO!!!!
    i sinistri nostrani vanno si a cuba ma da turisti a caccia di ragazzine a buon mercato. VERGOGNATEVI sinistri NON potete insegnare niente di buono a nessuno.
    Lino.

  7. E’ un pensiero frequente, non dover scegliere tra mille detersivi diversi ma uguali, non dover stare minuti a confrontare i prezzi dei biscotti, percorrere kilometri e kilometri di scaffali con mille tipi di pasta salvo quella che ti piace.
    Pensate poi ad un mondo senza pubblicità nè in tv nè sui giornali nè sui cartelloni!
    non voglio Cuba, sono troppo latini… “voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia, voglio un piano quinquennale, la stabilità!”
    cinghios

  8. il solito ignorante che attacca Cuba, e la mena con la politica, guardandosi bene dal dire che la prostituzione è estesa in Brasile, in Thailandia, affatto comunisti,e infatti i maschi europei sfigati vanno li, e si guardano bene dall’andare a Cuba, dove ci sono donne colte, istruite, e non affamate ( non è più il 1995), certo non libere, non ancora, ma lo sono di più le bambine dei lungomare brasiliani? a Cuba ho conosciuto le donne più toste del pianeta, sono loro che usano te, eventualmente.

  9. Fulvio mi è piaciuto tanto questo post…
    Per il tempo che abbiamo perso, per la qualità della vita che non abbiamo guadagnato anzi…vorrei poter decidere di cambiare tutto, di tornare indietro o di poter fermare tutto per un pò per capire cosa vogliamo e dove andiamo. Non so se è la vecchiaia…ma so che in me cresce uno strano disagio.
    Irene

  10. Cortese Blogger,
    :-lo so ,la leggerezza della malinconia è irresistibile…una brezza fresca dove le stanche membra trovano ristoro.Ella è stanco del consumismo casinaro,della finta concorrenza che abbiamo in Italia.Come non darLe ragione?Ma quando Ella confonde l’ammorbante foschia rossa di regime come una tutela di serenità,mi pare che confonda l’ideologia con un antidolorifico.In quell’ammasso di corpi morti e cervelli atrofizzati che sono sempre stati i regimi comunisti i pochi avevano tutto ed i molti niente.
    Ella si lamenta del troppo,in un regime rosso,avrebbe pianto per il troppo poco.Mi dispiace per i suoi rimpianti,ma quando si spera il peggio si è veramente depressi.

  11. Condivido il fatto che vivere oggi sia decisamente più complicato di una volta e che non tutto sia rose e fiori, anzi. Pensa però che nè un cittadino cinese, nè un cittadino cubano possono oggi pubblicare un post di natura politica contraria al regime senza essere immediatamente perseguiti.
    In sostanza qui da noi si è liberi di criticare ed esprimere il proprio dissenso, da loro no.
    Pensaci bene, se un giorno ti trasferirai a Cuba, non potrai più permetterti di criticare il regime di Fidel. Mentre oggi, in Italia, puoi tranquillamente criticare Prodi e Berlusconi o chicchessia. Sei ancora convinto che la nostra realtà sia la peggiore delle due ?

  12. luoghi comuni. e abbastanza banali.
    è libero chi liberamente sa scegliere, non chi nemmeno si accorge di potersi “liberamente” lamentare.
    io sono libero di non ascoltare le “offerte di consumo”.
    sono libero di decidere.
    non potessi decidere, non sarei più libero.
    chi ha detto poi che la libertà porti necessariamente quotidiana felicità?
    chiedetelo ai polli, che sotto la luce accesa 24/24 non scelgono ma mangiano e… “allungano” il collo.

  13. Noto con dispiacere che si confonde sempre il comunismo con lo statalismo più bieco (modello URSS(rip) e Cuba); questi modello non hanno nulla a che vedere con il VERO comunismo. Per rendersene conto basterebbe leggere gli scritti di Marx ed Engels: purtroppo le persone che parlano di comunismo non si prendono mai la briga di leggere le teorizzazioni fatte dai due maestri citati, e si rifanno ai soliti falsi luoghi comuni imposti dalla scuola, dalla “cultura” ufficiale, da parti politiche interessate ed opportuniste. Prima di parlare di comunismo, sarebbe opportuno studiare le opere di chi al comunismo ha dedicato la propria esistenza con passione. Uno studio di tale tipo consentirebbe di constatare che, tra tutte le teorie partorite dalla mente umana, il comunismo è la più mistificata, strumentalizzata ed oltraggiata di tutte. Chi parla senza cognizione e senza una preparazione adeguata, perde un’ottima occasione per tacere.

  14. Insomma Lino, era un paradosso, un ragionamento iperbolico e tu…da buon fascistone grezzo grezzo di sei fatto partire il pistolotto su cuba e i sinistri. Io a cuba ci sono stato, mi ha fatto pena, e con le jineteras ho visto tipi molto poco sinistri e molto simili ai buzzurroni nostrani. Vai Lino! Il comunismo arriva e ti mangia le orecchie!!!

  15. Anch’io vorrei vivere in un paese COMUNISTA.
    Per esempio la Cina dove per più di 50g di droga addosso ti sei guadagnato la pena di morte.

  16. Cuba? Chi ha parlato di Cuba? Non io.
    Al di là del titolo, volutamente provocatorio, il mio post sottolinea un atteggiamento molto diffuso di propagadata maggiore libertà rispetto al passato. Occorre fare distinzioni a tale proposito: è vero, viviamo in un paese dove posso esprimermi liberamente e di questo sono lieto. Ma ciò che non amo particolarmente è l’idea che oggi l’uomo contemporaneo dovrebbe sentirsi più libero per il fatto di poter scegliere scegliere scegliere in ogni dove e in ogni quando. E’ vero che è un’opportunità e non un’imposizione, la scelta. Ma siamo certi che in questo modo riusciamo a vivere meglio. Non rimpiango il passato, ma mi rendo conto di quanto talvolta perda tempo nel cercare la soluzione “migliore ad un problema, quando preferirei una soluzione buona, subito disponibile.

  17. Leggendo i commenti pubblicati poco sopra mi sorprende il fatto che Lino si sia fatto arrapare il pistolotto. Premetto che NON SONO UN COMUNISTA, ma da persona liberale, non bisogna attaccare chi la pensa diversamente da noi soltanto perché é “dell’atra sponda”.
    Berlusconi, che voto e ammiro molto, ha fatto ieri una gaffe terribile dicendo che tutti i gay appunto stanno “nell’altra sponda”. Non lo doveva dire anche se lo pensa con convincimento un pochino semplificato. Non lo doveva dire innanzi tutto per chi é gay, per il rispetto del loro stato naturale, ma sopratutto non lo doveva dire per non dare adito a strumentalizzazioni politiche, perché….lui non sa quanti gay mascherati ci sono nelle file di Forza Italia.
    Eppoi dei blog non facciamone una stadio di football.

  18. Grande post, ha un che di geniale. Non mi inoltro in discorsi filosofici sulla libertà di scelta da S.Agostino a Kierkegaard, ma mi limito a darti ragione, con una sola precisazione. Quando c’era la Sip è vero che non si andava al manicomio con tariffe più o meno taroccate e offerte truffa, ma è anche vero che pagavamo minimo 500000 lire di bolletta telefonica.
    Purtroppo paesi veramente comunisti non ci sono mai stati. Forse solo Parigi, durante la Comune, per un mesetto. Poi sappiamo tutti come è andata a finire. O la Spagna del ’36 e sappiamo tutti anche lì come è andata a finire. Saluti comunisti.

  19. La descrizione del “mondo perfetto” dove le mille cavolate quotidiane sono decise da qualcun altro (leggi Stato, Monopoli, ecc…) mi fa venire in mente il mondo di “The Truman Show”: tutto è già deciso e regolato per una vita perfetta, basta solo godersi quel che c’è.
    Basta? No, non basta. Da un mondo simile si scappa a gambe levate, rischiando pure la morte.
    Perchè? Perchè probabilemente la libertà trascende la tranquillità e il vivere quieto.
    Avere sopra di sè chi decide tutto e dire che va bene così è’ una bugia che ci si può raccontare per un po’ di tempo (vedi vacanze all inclusive) ma che alla lunga si incrina, scoppia con tutte le sue contraddizioni.
    Chiaro, la libertà è più bella, ma anche più faticosa, come la democrazia dopo tutto…

  20. La cosa buffa e’ che i soliti stipendiati che vengono qui a straparlare del comunismo poi spostano le fabbriche in Cina….
    Anche io vorrei vivere in un paese comunista. Mi piacerebbe veder sterminata la feccia che la domenica va agli stadi. Sono un nostalgico di Josip Tito, lo ammetto, ma quando vedi un agente di polizia ucciso con un lavandino da un ultra’ fascista, ti viene da pensare “ecco del buon arredobagno per grotta carsica”. Senza riferirsi al lavandino, ma al tifoso.
    Uriel

  21. Che tristezza questo scritto privo di significato , voglio vivere senza scelte, senza rischiare senza pensare, ovvero voglio non vivere.

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