Soldi da toccare


Voglio soldi da toccare, da conservare nella scatoletta nel cassetto della cucina, soldi che prendo per fare la spesa, che prendo per pagare la luce, che prendo per andare a comprare una maglia. Soldi che prendo, ecco tutto, che tocco, che guardo.

Apro il mio portafoglio e le vedo lì: un bancomat e una carta di credito, mi fanno un pò tristezza, a dire il vero. Queste due plastichine colorate, che hanno un solo obiettivo: farmi spendere. Non "farmi comprare", concetto che implica un minimo di coinvolgimento nella scelta del prodotto e nella consapevolezza della necessità. Soldi? Vediamo…ho 20 euro, li prendo li guardo. E vorrei averne subito molti altri pezzi, averli lì tutti insieme e stirarli bene con le mani, per poi metterli via.

E se buttassi le carte di credito ed il bancomat ora, subito? Trac. Un bel taglio! Anzi no, ancora meglio, domani mattina vado in banca e le riconsegno, sono sicuro che l’impiegato mi guarderà male, mi dirà: ma è sicuro? Proprio sicuro? Ed io gli risponderò che: si, lo voglio. Voglio il mio impiegato di banca, sono stufo del bancomat, dei suoi pin e pan, voglio un uomo in carne ed ossa, che mi sorrida e mi consegni il denaro. Potrei anche venire una volta alla settimana, qui in banca, a farmi dare un pò di soldi dal mio conto.

Comodità, che strano concetto. Ci hanno detto per molti anni che le carte di credito sono comode, il bancomat è più veloce…quindi più comodo, ci hanno detto che pagare con il bancomat e meglio perché così non hai contanti in tasca e puoi comprare quello che vuoi e dove vuoi e qundo vuoi! E adesso? Basta, voglio la mia comodità, non quella dell’imprenditore che lucra sui miei interessi perché stupido che sono, ho comprato la luna. La mia comodità e non dover fare di volta in volta l’impiegato di banca, l’operatore di agenzia viaggi, il casellante, di dover dedicare del tempo mio per autospennarmi il mio conto in banca.

Buttiamo le carte di credito e i bancomat, si può. Ci aspetta una nuova vita!

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2 Pensieri su &Idquo;Soldi da toccare

  1. Caro Fulvio, una nuova vita di code agli sportelli e di qualcuno che ci cambi un assegno quando le banche sono chiuse. Se per te questa è vita…
    Ciao, buon lunedi’.
    dragor (journal intime)

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