Case senza muri


Sono attratto dai muri imbrattati da scritte e graffiti, soprattutto se il graffito è fatto sui muri appena dipinti e rimessi a nuovo, perché mi piace vedere il segno di chi ha sofferenza e pazzia dentro e cerca di esprimerle schizzando su un bel muro di una costruzione ufficiale nuova.

E’ come se in quelle scritte e in quei disegni leggessi la voglia di partecipare, di contribuire, di ammettere che la società non  è fatta di case dai colori definiti, dalle belle persiane, dalle decorazioni accurate,ma  questi signori del graffito sono banali e monotoni, sempre intenti a ripodurre queste lettere cubitali, a scrivere parole che non si capiscono, a disegnare aborti di fumetti storti.

Ai proprietari di casa arrabbiati posso esprimere la mia solidarietà, ma non credano di vivere in un paese in cui un muro bianco sia garanzia di eleganza e serietà, pulizia e tranquillità: sarebbe uno specchio falso della vita, così come è stata ridotta.

Forse occorre cominciare a costruire case senza muri, nella propria testa e in  quella dei propri figli per permettere loro di non avere alcun ostacolo su cui urlare il proprio malessere. 

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Un pensiero su &Idquo;Case senza muri

  1. Se scrivono sul muro del mio condominio che abbiamo appena rinnovato con discreti sacrifici, io esco con l’ascia e voglio i danni.
    Come li voglio quando pago le tasse ed i bigliatti della metro, che in piccolissima parte vanno per ripulire muri e superfici.
    Mi sembra assurdo elogiare quello che è un vero e proprio abuso da parte di ragazzi ricchi (lo spray costa) ed annoiati (per writtare si tira tardi).
    Inoltre, molte “robe”, non so come chiamarle, fanno veramente schifo, non sono neanche delle “firme”, altro che glifi ed arte.
    Se poi vedi certe “robe” su palazzi dell’Ottocento o prima, al centro delle nostre belle città, ti dovresti chiedere perchè abbiamo le leggi sui monumenti (se non li proteggi) e quelle sull’abusivismo edilizio (la scritta si, il buco della cappa no?).
    Insomma, mi sembra una bella boiata e mi permetto di dirlo perchè sono l’uomo che nel 1986, in piazza Bellini a Napoli, realizzò un graffito (così s’appellavano all’epoca) di 2 mt x 15 mt in sole due ore; ho ancora le foto.
    Però, il graffito era su un’orrida lamiera che circondava un cantiere …
    Ad ogni modo parlerò anche io dei writers: pensavo da tempo di chiedere l’arresto di un tizio, un tale Reps, che da 5 anni scrive il proprio nick “dovunque” e va via.
    A Natale ha imbrattato dei palazzi al lungotevere; “sporca”, fa solo la firma, capisci?
    Ciao.

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