La chiesa sozza e altre porcherie


Mi piaceva di più quando era lurida e sporca, la chiesa. Grigia e piena di cacche di piccione, con qualche guglia spaccata, pisciata negli intertizi dal profumo di città.

Adesso non la riconosco più, la mia chiesa di Milano. Quel duomo così smunto che pare essere finto in lavatrice con le canottiere di lana vergine gialline, sono qui a guardarlo di sera, di mattina, di sabato e di lunedì, ma resta sempre il cattivo risultato di un lavaggio scacciapensieri.

Mi piace lo sporco, ormai me ne devo fare una ragione. Preferisco spegnere la luce, se proprio lo sporco diventa ingombrante e imbarazzante per qualcun altro, ma io nello sporco sguazzo. Mi lavo poco, a volte mi accorgo di puzzare un poco, ma ormai mi sono abituato all’odore penetrante, gli amici mi rompono: e lavati ogni tanto, però mi amano molto.

Certo poi arriva un giorno in cui occorre mettere mano a spazzola e scopone per dare una ripulita, non solo ai propri genitali, dove ormai regnano sovrane le truppe del generale Piattola, ma anche a qualche casupola intorno. Però questa ossessione per il riportare le cose all’antico splendore mi puzza un pò di mania estetica, sembra quasi fatta apposta per cancellare i segni del tempo e dell’incuria, cioè dell’uomo e del suo passaggio.

Volevo semplicemente dire che a me il Duomo di Milano piaceva sporco e grigiastro, cadente e imponente. Me l’hanno trasfromato in una villetta a schiera color brianza. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...