Quattro gnocche e un colloquio


Se uno cerca 4 gnocche da piazzare alla reception dell’azienda e si presentano 4 ragazze qualunque, inviate da fior di società di selezione, io mi indispettisco. Se cerco le gnocche voglio le gnocche, possibile che sia così difficile trovare le gnocche che aspirino a stare in piedi 4 ore al giorno su turni dalle 8 alle 20? Non devono fare nulla, solo sorridere, sbattere le ciglia, muoversi con delicatezza, accompagnare gli ospiti nella sala d’attesa e saper dire 4 parole in inglese mediamente corretto. Non devono neppure rispondere al telefono o smistare la posta, ma solo esserci ed essere ammirate per l’avvenenza e la gentilezza. E invece mi ritrovo davanti 4 ragazze così messe:

La prima: giacca di velluto bianca su jeans sgualcito ultima moda, stivaloni e capelli biondo sporco soprattutto sporco, con esperienza di centralino in aziende padronali dove il padrone ti da anche una bella pacca sul sedere un giorno si ed uno no. Scartata. Le ho detto di andare dal parrucchiere la prossima volta che si presenta ad un colloquio.

La seconda: scialle nero su gonna fioreggiante e sopracciglio alla Moira Orfei, che alla prima domanda in inglese sulla famiglia, mi risponde che lei è abituata a parlare l’inglese che si parla a Londra nei Pub, quello più tecnico sulla gestione della clientela (le avevo chiesto l’età del fratello).

La terza: pare un travestito brasiliano con cervello spento e sorriso bloccato forse da un’iniezione precoce di botulino, il tutto su una gonna di seta nera, tacco a spillo rosso di scarpa di vernice e pellicciotto vero di coniglio nero. Per lei quello che conta, soprattutto alla reception, quello che conta è la prima impressione.

La quarta: scoppia a piangere perché forse non sa neppure lei come sia finita lì, dopo anni di università, lavori improbabili per pagarsi gli studi, sogni nel cassetto sempre rimandati, un affitto indecoroso a Milano e la nostalgia per la campagna toscana – quella vera e sana. Ma perché sei venuta fin qui ad annullarti quel minimo di lue che ancora illumina il tuo pensiero?

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16 Pensieri su &Idquo;Quattro gnocche e un colloquio

  1. ciao, troviamo che questo pezzo sia molto ben scritto e che dia una lettura interessante di alcuni colloqui di lavoro, perlomeno del ‘come’ si presentano alcuni ai colloqui di lavoro. Vorremmo riproporre questo tuo pezzo su Bloglavoro, ovviamente con citazioni e link al tuo blog, è possibile? Ciao!

  2. Gentile MAxgiordani, continuo a leggere le sue parole di disprezzo dettate evidentemente da una presa di posizione ben definita. Se dicessi rosso, lei direbbe nero. Non c’è nulla di male a parlare di gnocche se è questo ciò che cerco e mi si permetta di usare questo termine nel mio blog: dovrebbe saper distinguere la realtà dal blog! Non mi piace essere ipocrita e dire “quattro ragazze dall’apsetto curato e dal sorriso accattivante”,forse questo è più orecchiabile per lei? Non disprezzo la donna, né le persone che cercano lavoro, ma devo selezionare ciò che mi serve, del resto poco mi importa, professionalmente parlando. Sotto un altro profilo, quello personale, sono molto dipiaciuto perché noto molta approssimazione nel comprendere le esigenze di un’azienda. Se cerco un’impiegata contabile, mi aspetto che oltre alle competenze specifiche, abbia la consapevolezza di come si vive e ci si relaziona: non la voglio vedere sciatta e se si presenta sciatta al colloquio, oppure se simula o scimmiotta atteggiamenti da soubrette, per me può cambiare strada.

  3. Continuo a non credere che ci sia un azienda disposta a far curare le risorse umane da una persona come lei. Nei suoi scritti c’è un disprezzo per la donna e le persone che cercano lavoro. Il suo vocabolario usa ancora termini come “gnocca”… lei prima mi faceva pena ora inizia a farmi schifo!

  4. ripeto…sono curioso di sapere quale azienda le affida colloqui di assunzione. Si rilegga il suo post e rifletta sull’immagine che lei ha della donna e delle persone che cercano lavoro. Le sue valutazioni sul modo di presentarsi delle candidate sono assolutamente personali e sono frutto di una visione della realtà distorta dove lei vede sempre gente che ha poca voglia di produrre e donne sciatte, cretine, che scimmiottano, travestite da brasiliano, da pacche sul sedere etc (vedi suo nobile post sopra). Io inizio invece a credere che lei abbia molta invidia delle donne. La sua invidia deriva dal fatto che lei avrebbe voluto esserlo, donna, ma vive nella frustrazione di non poterla indossare quella gonna che lei sbeffeggia. Dia retta a me: si liberi una volta per tutte dalle sue ossessioni. Si scelga un bel paio di calze a rete autoreggenti e un paio di slip leopardati e inizi ad essere cio che sente di essere. Non ci sarebbe nulla di anormale e lei la smetterebbe di avere queste malate visioni della donna.
    Stia bene.

  5. Fermo restando che c’è chi, uomo o donna, va a fare un colloquio di lavoro senza il minimo rispetto per il suo interlocutore, e questo comprende anche senza essersi dato/a nemmeno una lavata, questo post trasuda maschilismo da tutti i pori. La bella presenza non deve essere una dote necessaria per una donna: importante è cosa abbiamo nel cervello, non il resto. Tempo fa avevo mandato un curriculum per un posto da segretaria e mi è stata fatta esplicita richiesta di mandare due foto, una del volto e una a figura intera: non interessava che fossi laureata, avessi l’Ecdl e sapessi le lingue, ma che fisico avessi. Li ho liquidati dicendo che volevo fare la segretaria e non la cubista. Comunque, suggerirei allora di usare gli stessi canoni per i maschietti: non ne possiamo più di roiti per lo più obesi che si credono George Clooney e che girano rompendo l’anima negli uffici.

  6. Io non credo che ci sia del maschilismo in questo post, semplicemente sbigottimento per quanto riguarda i “personaggi” che si presentano a un colloquio. Il profilo ricercato è quello di una receptionist bella, non proprio ignorante, con una certa classe e finezza. Si presentano individui da circo pre-selezionati da società il cui compito è proprio quello di fare una “scrematura” a quanto pare non riuscita.Sarei anch’io indispettita.

  7. La mia immagine della donna, caro Maxgiordani? Ma possibile che lei non riesce a vedere più in là del suo naso, possibile che lei veda discriminazioni ovunque, soprusi ovunque. Allora per accontentarla non dovrei parlare di queste signore? Facciamo finta che va tutto bene, che è normale pretendere un lavoro, che un selezionatore dovrebbe non considerare l’aspetto fisico, ma basarsi su altro… e via dicendo. Ma dove le ha lette queste stupidaggini, sul manuale del giovane comunista? Magari ha altro da fare, anche più interessante di quello che faccio io, ma la smetta di dare lezioni così banali. Se proprio vuole commentare i miei post, visto che pare irrinunciabile per lei, allora cerchi almeno di sforzarsi di comprendere il tema del post, poi di pensare con la sua testa e non con quella dell’ipocrisia e del perbenismo che la contraddistinguono.

  8. No, non ce la faccio, non resisto.
    Sono un Uomo.
    I tipi come lei mi fanno sincera pietà.
    Ma poichè sono un Uomo, le posso garantire che ho già fatto cambiare lavoro a persone come LEI.
    Purtroppo lei ritiene di essere nel giusto e non posso certamente farle capire perchè sbaglia vista la sua evidente mononeuralità da neolobotomizzato.
    La saluto, ma si auguri di non incontrare mai Uomini come me. uomini come lei (noti l’uso delle maiuscole) da me vengono in genere massacrati, sia intellettualmente che (se serve e nel suo caso serverebbe) anche fisicamente.

  9. Mammamia, che sfilza di ignoranti beceri ottusi che ci sono su questo blog.
    Ma come cacchio fate a scorgere maschilismo nel post?? Siete voi ad avere dei problemi. E mi riferisco a maxgiordani, a fabrizio e anche a tutti i vari ottusi che sono in grado di scrivere solo “bleahhhh! che schifo! mi fai schifo!”.
    Ma porca paletta se un azienda cerca una bella ragazza, fine, che sappia “dire 4 parole in inglese mediamente corretto”, da inserire come addetta al ricevimento dei clienti, perchè voi branco di perbenisti ignoranti e bigotti dovete sempre andare a cercare il marcio in un discorso?
    Caro Fabrizio, sarei proprio curioso di vedere che genere di uomo è lei (noti l’uso delle maiuscole) che tanto si vanta delle sue capacità intellettive e intellettuali ma che, come ha dimostrato, non sa nemmeno comprendere il senso di un discorso. Provi a ragionare e a cercare di capire, provi a scendere da quel pero in cui si trova arrampicato, provi a comprendere e a confrontarsi con gli altri invece di assumere sempre come partito preso che le altre persone non capiscono una sega.
    Voi tutti incarnate esattamente l’italiano medio, rovina di questo paese: pieni di perbenismo, di morali, di etica, pronti ad additare come poco di buono chiunque faccia un discorso realista e che analizza le cose per quelle che sono. Sveglia! Le cose stanno così anche se nessuno le dice!
    Complimenti “un belluomo” per l’articolo: è veramente ben scritto e mi piace davvero la sottile linea di ironia che usa per descrivere la realtà. Complimenti davvero!

  10. Vedo commenti, soprattutto quelli dei perbenisti “corretti”. Probabilmente ad alcune persone è mancata l’occasione di confrontarsi con la realtà e preferiscono restare nel limbo della finzione politicamente corretta. Mi dispiace vedere questa acredine, dietro la quale si nascondono semplicemente vite parzialmente soddisfatte, rimpianti e voglia di vendetta. Si può semplicemente non essere d’accordo? No? Sarebbe bello capire le posizioni di altri, senza arrivare all’insulto, che anzituutto è rivolto a chi lo pronuncia, evidenziandone la povertà di vocabolario e di argomentazione. Caro Fabrizio, mi auguro di incontrare Uomini come Lei, così posso finalmente portarmi a letto un vero Uomo (di quelli che sicuramente sanno far godere i poveri uomini come me).
    Grazie Andrea, le sue parole mi rincuorano.

  11. Assolutamente divertente.
    Mi riferisco ad Andrea o a Fulvio avendo avuto così la conferma del sempre maggior utilizzo deell’elettroshock nelle nostre strutture sanitarie.
    A parte il fatto che sono IO che dico a VOI: “sveglia!!! siamo nel 2009”, è evidente come io non sia stato compreso oppure (il che prova la tipologia del mio atteggiamento)non sia riuscito a spiegare chiaramente il concetto di base che volevo formulare.
    Io, tu, noi, voi, “essi/e” siamo ESSERI UMANI ed abbiamo diritto al rispetto come persone, questo volevo dire, siano uomini o donne.
    CHIARO ORA?
    Commenti sarcastici come quello di belluomo mi fanno ricordare chi gira in Porsche Cayenne, si comporta immoralmente con le donne considerandole oggetti, non paga le tasse e se ne vanta.
    Gente che fa semplicemente schifo.
    Spero che Andrea o Fulvio non vogliano annoverarsi tra i componenti di questo Team.
    Quanto al perbenismo bigotto, caro Andrea, non trovo nulla di immorale nell’omosessualità ad esempio, o nel sesso vero e proprio….mi definisco un agnostico razionale e ritengo che, PURCHE’ tra ADULTI e consenzienti, nulla sia moralmente condannabile.
    Dulcis in fundo, caro Andrea, i fiferimenti triviali ad attrezzi utilizzati per il taglio del legno ed altre parole dal lessico portuale lasciamole alle osterie che immagino lei frequenti.
    Cordialmente.
    Fabrizio

  12. Gentile Fulvio, tralascio i commenti sul presunto maschilismo e torno brevemente all’argomeno del post.
    Preselezione per un posto da receptionist, filiale di una nota agenzia, appena qualche mese fa: confessano di ripiegare su di me, seppure troppo qualificata – e, lasciano intendere, persino un po’ vechiotta! – perchè la precedenti candidate sono state scartate. Suggeriscono con rispettosa insistenza di far precedere il colloquio in azienda da alcune sedute di abbronzatura artificiale; consigliano di tingere i capelli di biondo; infine, last but not least, raccomandano abbigliamento adeguato, con preferenza, mi par di capire, per qualcosa di succinto.
    Declino l’offerta, non sono interessata.
    Leggo il suo inervento e ripenso all’inutilità di quel colloquio: se chi avanzava la richiesta cercava qualcuno da “ammirare per avvenenza e gentilezza”, come lei scrive, probabilmente sta ancora cercando… Comprendo che sia indispettito! Le auguro una buona giornata e maggior fortuna!

  13. Capito per caso su questo blog. Scrivo dall’estero, dove vivo da anni, e mi compiaccio nel vedere l’Italia dei perbenisti e dei benpensanti dissacrata dal sarcasmo dell’autore. Complimenti.

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