Un sorriso da 20 milioni di lire


Il Signore mi guarda con i suoi occhietti piccoli e scuri, le labbra sono quasi inesistenti, di quelle sottili e un pò bavose ai lati e fa la domanda, quella perbene: Lei legge qualche libro o è come tutti gli altri, laureati ignoranti?

IO: Certo Signore, leggo e sto leggendo il canto celestiale di Robert Plant.

Il Signore: Allora tenga, le regalo questo.

IO:Grazie Signore.

Il libro non mi piace al tatto, ancora adesso, a distanza di dieci anni lo vedo lì sulla libreria e mi ricordo di questa mia prima marchetta.

Ma ritorno ancora indietro, in quella casa vicino al Po, un pomeriggio di dieci anni fa, quando il mio capo, allora titolare di un'agenzia di pubblicità, specializzata nella comunicazione per enti pubblici ed eventi culturali, mi aggiustava i capelli e mi diceva - devi essere al meglio, al pancione piacciono i ragazzetti come te, mi raccomando sorridi e sii gentile con lui, dobbiamo portarci a casa quei ventimilioniNo, non mi disse altrimenti non ti pago, solo perché già non mi pagava nulla!

Il signore stava lì seduto di fronte a noi, pancia contenuta nel golf marrone, maniche di camicia svolazzanti e quella bocca, che pronunciava parole, ma emetteva sospiri di attesa.

Mezz'ora dopo era andata, Eravamo di nuovo fuori, con la sua voce e quella del mio capo che mi rimbombavano in mente.

Il mio capo: Sarebbero ventimilioni, sa, si ricorda? per quelle attività dell'anno scorso, i redazionali, la pubblicità, i pieghevoli per gli inviti alla serata. Poi anche l'intervista e le foto al Castello di Cost…

Il Signore: Si, si va bene, roba vecchia! Non poteva portarmelo prima, questo baldo giovane, adesso si che la sua agenzia ha fatto un buon acquisto. Guardi la pago, ma solo perché non vorrei mai che il suo stagista rimanesse a bocca asciutta. Vi conosco voi, prendete questi ragazzi e non li pagate niente. Ecco, qui c'è l'assegno, ventibeimilioni per lei e per il giovane. E tu ragazzo, se il dottore qui presente ti tratta male, vieni che ti trovo una sistemazione.

Forse avrei fatto meglio a continuare su quella strada. Ventimilioni di lire per un sorriso! Grazie Signore, chissà se oggi, tra le righe (verticali) mi pensi? Chissà se vuoi farmi la domanda impertinente: con un visino così, di certo sei un avido lettore, vieni dal tuo paparino che ti insegna un giochino, così non ti annoi più con quei ragazzacci dell'università.

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2 Pensieri su &Idquo;Un sorriso da 20 milioni di lire

  1. La lettura di questo post mi ha fatto l’effetto della scoperta di una ruga nuova: mi sono identificato più con il vecchio pancione che con il ragazzetto carino ;-). La verità è che tutti i ragazzetti carini diventano prima o poi vecchi pancioni (non proprio tutti pancioni, magari), sappilo anche tu.

  2. Lo so, lo so e infatti avrei voluto restare lì con il vecchio pancione, magari per godere reciprocamente dei nostri piaceri. Invece…sono uscito. E’ chiaro che lo diventerò…anzi ho 35 anni, la pancia c’è e pure la voglia di sistemare qualche ventenne arrapato, come ero io.

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