Bruno, ovvero della maialaggine spinta al cinema


L’hanno vietato ai minori di 14 anni, ma la volgarità è molta, i riferimenti alle perversioni sessuali innumerevoli: un uomo che infila una bottiglia di vino nel sedere a un altro dalla parte del fondo e poi lo prende in braccio e lo gira in modo da fargli rovesciare vino dal posteriore, oppure uno che si fa stantuffare da un fallo artificiale attaccato ad una bicicletta da camera pedalata dall’altro…Beh, è abbastanza?

L’ironia con cui si trattano gli argomenti non è sufficiente a risollevare il film dalla maialaggine: il protagonista è lo stesso di Borat e gli atteggiamenti sono pure i medesimi dell’extraterrestre neanche troppo extra nella sua caricatura. Stralunato e eccesivo gay austriaco in cerca di fortuna nel mondo, il personaggio di Bruno scritto con la u dieresata è la summa della volgarità gratuita.

Ma poi mi ritrovo invece il divieto alle performance del tinto Brass che infila un ditone nella fess-ura dell’attrice di turno e scatta il vietato ai minori di 18! Per non parlare poi di quei film concettuali e neanche troppo fisici delle storie d’amore gaie, dove il VM18 è dato per scontato e reclamato dai MOIGINI: che senso ha?

Annunci

Un pensiero su &Idquo;Bruno, ovvero della maialaggine spinta al cinema

  1. Forse il senso è quello di associare i gay alla volgarità gratuita. Ma forse sono io che sono prevenuto (in fondo il film non l’ho ancora visto).

    Faceva ridere almeno?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...