Manager inutile manager


Anche stasera è andata male, mi sono trovato davanti l’ennesimo addormentato. Gli voglio tanto bene, ma il mio amico Davide di passaggio in Italia in arrivo dal Canada, è votato alla carriera, parla di carriera, di piano di sviluppo personale, fatto con tanto di grafici e gant, fatto da lui stesso per autovalutarsi.

… vedi Davide oggi non capisco più il senso di quello che faccio, penso che non ne valga più la pena, che la vita sia un’altra, che le multinazionali per cui lavoriamo ci stiano prendendo in giro con sta storia della carriera, forse alla fine siamo stati ingannati all’università con sta storia del marketing e della comunicazione.

A me oggi non me ne frega un cazzo di sapere quali sono i bisogni della gente, di segmentare la popolazione in tante piccole celle per colpirle meglio, anzi sta cosa mi fa anche un pò schifo e penso, ma non c’è un modo migliore di passare il tempo? I soldi, si i soldi, ma a me manca il resto, sono carico di soldi – non è vero, diciamo che ne ho abbstanza per vivere bene – ma non ho fatto niente nella mia vta a parte fare soldi e questa è davvero una cosa senza senso, non ti pare?

Io voglio fare altro, voglio pensare, leggere, costruire, scoprire e invece sono qui a riempirmi le tasche di soldi. Ma nel nostro caso, caro Davide, nel nostro caso che siamo anche finocchi, chi ce lo fa fare? Di ammazzarci così, dobbiamo forse costruire un futuro per qualcuno? No, e allora a maggior ragione, dobbiamo renderci conto che c’è qualcosa che non va. Io sono preoccupato perché non me la sento più di continuare così, no, non mi fraintendere, non voglio ammazzarmi. Tiè, voglio solo dirti che secondo me ci siamo sbagliati tutti, noi e i nostri Sono un inutile Manager, ma non perché non sono utile, ma perché è tutto finto, una bolla di sapone, vorrei essere un impiegato ragioniere che conta le mozzarelle al mercato comunale e le scrive spunta sulla bolla, quella di carta

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4 Pensieri su &Idquo;Manager inutile manager

  1. ci siamo anche noi piccoli impiegatuncoli che ci facciamo le nostre belle 11-12ore al giorno di lavoro e ci diciamo le stesse cose anche se non possiamo dire di essere a posto a livello economico 😉

  2. Ecco, appunto.
    Il punto è il sogno di una vita migliore e piena, sogno che oggi è comune a molti e la convinzione che i soldi aiutino a migliorare la vita, pensiero fisso altrettanto diffuso. Ci hanno insegnato ad assegnare segno positivo al fatto di avere molti soldi, ma nessuno ci insegna più da tempo ad assegnare segno positivo a conoscenza, fratellanza, comunione, cultura, creazione. I soldi e la carriera dovrebbero essere una naturale evoluzione di questi valori, non un mezzo per conquistare le sensazioni positive associate a questi valori.

  3. Quoto in toto! Anche se risparmio, faccio straordinari, punto a qualcosa di costoso e idealmente l’ambizione all’aggio c’è, se penso a qualcosa di felice e appagante, i soldi non sono nemmeno un’ombra del quadretto: una bella cena a casa di amici, finire un bel libro, una lacrima per una scena perfetta di un videogioco (perchè l’arte, seppur rara, c’è anche lì!), una splendida mattina limpida, fresca e piena di sole, il vento che mi scompiglia i capelli durante 1 escursione in montagna…

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