Quando il gay è troppo integrato


Ha la borsa grande di pelle, ha il pantalone stretto di jeans, ha l’iphone all’orecchio, ha il capello bloccato, ha l’andatura da Kate Moss sul tacco 12 e la vita di Vanessa Paradis in crisi da bulimia: è il gay integrato, troppo integrato, è il gay conformista che per darsi un aspetto intelligente è anche comunista e scusate la rima, ma mi sono cascati i corleoni.

Si parla tanto di discriminazione, di isolamento, di maltrattamenti, di minori opportunità, ma oggi il gay è l’emblema dell’uomo perfettamente integrato nel modello di consumo contemporaneo. Anzi, trovi pure le ricerche dei guru della marketing intelligence che te lo additano come persona ad elevata propensione al consumo.

Il gay integrato è amato inseguito voluto coccolato. Il gay non integrato aspira ad integrarsi e poi, è tutto finito.

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2 Pensieri su &Idquo;Quando il gay è troppo integrato

  1. Mi sono imbattuto per caso nel tuo blog e l’ho trovato interessante.. Riguardo al gay integrato hai perfettamente ragione, ma c’è anche chi non lo è, e pur aspirando ad esserlo, non vi riesce..
    Comunque, scherzi a parte, ci sono tanti gay che vivendo in provincia e avendo lavori modesti, non solo sono lontani dallo stereotipo che hai descritto, ma fanno davvero fatica a fare la loro vita.. la discriminazione non nasce dal fatto che si vieta qualcosa a qualcuno. La discriminazione è, per esempio, non poter vivere alla luce del sole la tua storia con un altro uomo perchè la famiglia non ammette e poi il paese è piccolo e la gente mormora.. figuriamoci andare a convivere.. Per chi non riesce ad andare a vivere da solo in grandi città come Milano, e con un lavoro che gli permette di viverci, è dura..
    Non tutti sono Tom Ford..

    Se ti va, vieni sul mio blog e leggi il mio post (vecchio) del 26 aprile, dove affronto un argomento simile. Titolo: “Cercasi commesso preferibilmente gay”.
    A presto!

    • Anche io vengo da un piccolo paese della provincia piemontese e ammetto che non è facile. Per fortuna il mio essere un pò agreste dentro mi ha preservato dal cadere vittima dell’immagine di me riflessa da uno specchio di via montenapoleone. Vivo una vita semplice e vedo molti gay che semplicemente vivono altre vite da loro, concentrati nello sforzo di esasperare il loro essere diverso e cool. Accetto tutti, ma mi pongo molte domande sul benessere reale, al di là dell’orientamento sessuale. Penso che forse a Milano e in altre grandi città dove sicuramente c’è una tolleranza maggiore rispetto al paese, l’integrazione del gay sia un processo ormai avviato e anzi esasperato.

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