Quando una scopata vale più della salute


Non c’è buonsenso che freni, non c’è immagine di se morente che blocchi: in quel momento la voglia prende il sopravvento e il pensiero di poter contrarre il virus non è così tremendo come quello di rinunciare alla scopata del secolo (che poi è uguale a tutte le altre, è solo che nella vita di noi gay tutto sembra sempre per l’ultima volta).

Vivo ancora nel timore, dopo 12 anni.

Non voglio sapere, forse si, forse no, meglio non sapere, ma ricordo quel tavolo pieno di medicinali in una sera di luglio ed io imbambolato di fronte alla bellezza. Lui che mi diceva sono solo per il mal di testa ed io che gli credevo e con la bocca scendevo fino all’inguine, lui che spingeva e voleva possedere tutto ed io che vorticosamente mi lasciavo andare, o forse no. Il ricordo è sbiadito.

Mi sono ritrovato più volte di fronte al rischio e l’ho sempre corso, convinto che in fondo non mi resta molto se mi nego anche quella scopata.

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4 Pensieri su &Idquo;Quando una scopata vale più della salute

  1. Non capisco bene quello che scrivi.
    Non scrivo per farmi attaccare, se è questo quello che intendi. Ho invece molti “fantasmi” che mi girano per la testa, molte forze, molte esperienze e talvolta qualcuna esce perché non riesce più a stare dentro.

  2. Ma no non intendevo dire che tu scrivi per farti attaccare, figurati..

    E’ che a volte quando ti leggo ho come la sensazione che tu cerchi un modo che ti aiuti a dare un confine a certe cose: un contorno, una pelle, in modo che siano definite e separate.

    Mi rendo conto che è un commento arrogante, ma non voglio che tu mi fraintenda..

  3. Forse è così come scrivi. Un modo che mi aiuti a dare un confine: questo è molto profondo, nessuno mi aveva mai scritto ciò e penso sia vero. Forse è vero.
    Dare un confine: penso che cercherò di farlo per tutta la vita, perché ho compreso che non ci potrà mai essere un contorno ben definito, una pelle che contenga tutto. Mi sono addormentato piacevolemente nell’ambiguità del reale, quasi con passione annegato nell’ambiguità e nella complessità, per poter vedere me stesso e sopportarmi. Ma talvolta ne esco per timore, per sincerarmi di essere nel mondo come gli altri.

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