La zia Emilia lo racconta ancora


“La zia Emilia lo racconta ancora, nella sua follia di donna distrutta dall’alcool.
– Ti ricordi, Nereo, quante bistecche si mangiava la faccia di tua madre?
– Certo Zia Emilia che mi ricordo, lo racconti ogni mese
Ti ricordi, Nereo, gliele mettevamo lì e la bestia se le mangiava, delle belle bistecche grosse, rosse, spesse, appoggiate sulla guancia malata.
Mia madre aveva un tumore della pelle che le mangiava la carne del volto e allora noi appoggiavamo le bistecche sulla sua faccia e la bestia nera lasciava tranquilla la guancia e mangiava la bistrecca.
Zia Emilia racconta sempre la stessa storia da decenni, forse è diventata alcolizzata per questa storia, per questo incubo che ci accompgna e di cui ricordo solo la voragine sul volto di mia madre. La vidi nella bara, morta. Senza naso, con un buco nella guancia, con un occhio vuoto e un labbro nero. Da due mesi non me la facevano più vedere, da quando la malattia aveva cominciato a deformarla ed io avevo solo 5 anni.
Sono passati 20 anni da quel 1978, quando è morta mia Madre, nella vecchia casa, da quel gennaio, da quel funerale, da allora io a gennaio non dormo perché ho paura di svegliarmi senza faccia”.

10 aprile 1998

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