Dopo Ricky Martin arriva Gabriel Garko


Poteva mancare? La voce circola già da decenni, aspettiamo che sia lui a dirlo, visto che ci tiene tanto.

La voce dice abbia un amore, sempre quello, ma che lo viva di nascosto… ma chi se ne importa. Sarà Gabriel Garko, Tiziano Ferro, Massimo Giletti, Tim Burton, Michael Keaton, Alberto Bilà, Mario Venuti, Ron o Lucio Dalla, Massimo Lopez o Alessandro del Piero o Luca Vialli o….Ho citato tutti? No solo i migliori, ma perché avevate dubbi?

Facciamo un pò di eterofobia…questi sono solo alcuni degli esseri umani dal gusto sessuale (sarà pure affare loro o no?) dicevo dal gusto sessuale, beh, diaciamolo, come direbbe La Russa, dal gusto sessuale particolare, ma sempre secondo i pettegolezzi da dark room, tra una toccata e fuga (mi veniva figa, ma stona). E vi pare poco? Vi rendete conto? Se questi sono tutti gay, possiamo dire di avere conquistato il mondo con onore, di avere soldati e generali eccellenti, di poter annoverare i migliori dalla NOSTRA PARTE.

Tiè, tiè, tiè. Se non fose vero? Che questi sono tutti finocchi, intendo. Beh! pazienza, Mi piaceva pensarlo, per sentirmi un pò meno solo.

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

Umberto Saba

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10 Pensieri su &Idquo;Dopo Ricky Martin arriva Gabriel Garko

  1. Ma lo sapete che l’unico motivo per cui su Del Piero sono circolate certe voci è dato da una vacanza fatta dopo, se ricordo bene, un mondiale in compagnia di un ragazzo che gli stava sempre appiccicato e sulla spiaggia gli schiacciava i puntini neri sulla schiena….tutti i giornali scrissero che era il suo fidanzato e la storia entrò nella leggenda: peccato che si trattava solo del suo amorevole fratellino. Posso capire dei legittimi dubbi su persone che magari sono arrivate a una certa età senza mogli, figli e storie d’amore da raccontare…ma mettere sempre tutti nello stesso calderone, “perchè siccome sono i migliori ci farebbe piacere” a me sembra un pò triste.

  2. Non toccarmi stronggrond! (U_U)

    Tò:

    Ora, un elemento che caratterizza la condizione omosessuale è questo: mentre l’identità del nero o dell’ebreo solitamente è rafforzata dal sui nascere e maturare entro una comunità compatta (in senso spaziale e generazionale), quella dell’omosessuale, come è noto, manca di qualsiasi continuità biologica e ambientale. I gay saltano fuori in qualsiasi ceto, cultura, religione, nazione. Ci si scopre omosessuali quasi sempre da soli. E ovviamente un gay di rado è figlio di altri gay, soprattutto di gay dichiarati. […] C’è questa discontinuità, nella condizione gay, che è qualcosa di importantissimo. […] Perché rende l’omosessualità debole e forte al tempo stesso. Debole perché in principio solitaria, dispersa in centomila città e famiglie, distribuita in gradazioni diseguali e in varianti personali, facile da dissimulare, incline ai vuoti di memoria storica. ma anche forte e tenace, perché a ogni nuova generazione rigermoglia in modo imprevedibile e non immediatamente riconoscibile. […] Finora la cultura dominante ha quasi sempre sentito l’omosessualità come qualcosa di pericoloso – fino a circondarla a volte con un cordone sanitario – perché sapeva che l’omosessuale era ancora più interno a essa rispetto, poniamo, all’ebraismo assimilato del primo Novecento. Paradossalmente, il gay vive in un mondo etero che lo considera “dei suoi”: o almeno lo fa finché la differenza non diventa evidente, e anche dopo continua a cercare di dimenticarsene. Del resto il gay stesso è ben cosciente di come, sotto moltissimi aspetti, egli abbia un mondo in comune con gli etero. (Tommaso Giartosio)

  3. Mah questo mi fa un po’ pena e un po’ sorridere! Cercare di torvare gay fichissimi e bravi nel mondo che conta! (il che poi non è sempre falso, infatti spesso l’omosessualità, che non sempre è stata ubiquitariamente e trasversalmente diffusa, come si dice oggi, è spesso appartenuta ad alcune frange delle elites, come spesso ha evidenziato la critica marxista…ma questa è altra storia). La cosa avrebbe del ridicolo, se non vedessi che io, che sono di origine ebraica, debbo essere paragonato agli omosessuali.
    Capisco il senso dell’affermazione, l’oggetto di una discriminazione e una persecuzione. Ma è un accostamento di cattivo gusto, corretto al massimo nella forma, non nel merito. Il popolo ebraico è stato perseguitato prima ancora che per motivi politici o razziali, per il suo essere fedele al proprio Dio. L’omosessualità è una condizione che non può avere nè lo stesso status nè la stessa dignità di un sentire religioso, di una identità di fede. Ed è un modo di essere che non sfugge ad un sano giudizio critico essendo di fatto una devianza (che non deve essere per questo perseguitata, intendiamoci). Non sono molto gratificato da certi accostamenti, scusatemi.

    • L’omosessualità è stata sempre in passato come oggi, cioè ovunque. Il fatto che in certi ambienti o in certi ceti sociali sia stata resa maggiormente pubblica è dovuto principalmente alla maggiore facilità di essere vissuta in quei contesti.
      Se tu ritieni che l’omosessualità sia una devianza e che l’accostamento tra omosessualità e ebraismo sia di cattivo gusto e di non esserne gratificato vuol dire che sei un omofobo anche tu. E anche un presuntuoso con un malato complesso di superiorità (lo status e la dignità superiori ai quali credi di avere diritto)…

  4. Cogli l’ironia Pablo! Non voglio trovarli nel mondo che conta per forza, sono contento di annoverare tra i finocchi alcuni che io considero grandi, nella loro arte o professione. Per fortuna.
    L’omosessualità non ha alcuno status, né dignità paragonabile ad un sentire religioso. Sta al di sopra di qualcunque sentire o scelta, non dimenticarlo. Puoi scegliere di non credere, non puoi scegliere di non essere omossessuale.

  5. Questo è molto discutibile. Io credo che si possa scegliere se assecondare o meno una parte del proprio desiderare e sentire. Col tempo giungere a modificarlo. L’esempio però credo proprio possa provenire dalla vita di molti santi, asceti, mistici che hanno sacrificato la propria natura umana, elevandola al divino.

    • Se tu lo desideri puoi anche indossare il cilicio, ma non venire ad inficiare la sessualità di chi invece desidera viverla attivamente e come meglio crede!

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