In vacanza senza valigia


L’avevo già fatto dieci anni fa, lo ripeto quest’anno. Un pò per necessità, un pò per piacere. Non vado lontano, vado in Grecia, in un’isola che conosco bene e che non è Mykonos. Vado altrove, dove c’è una camera sulla spiaggia, una taverna, la tunasalada, il tarama, i pomodori ripieni, lo stifado. Mi porto solo uno zainetto con qualche maglietta, un paio di calzoni corti e un pò di libri. Non c’è musica, non ci sono pettorali gonfi, non ci sono cocktail, al massimo qualche cocktale. Abbandonerò le magliette usate e puzzolenti e tornerò senza nulla, solo con i libri, sempre che non decida di abbandonarne qualcuno molto bello.

…Sentivo lo scricchiolio,
nel buio, delle mie scarpe:
sentivo quasi di talpe
seppellite un rodio
sul volto, ma sentivo
già prossimo ventilare
anche il respiro del mare.

L’ha scritta Giorgio Caproni, io scrivo arrivederci. Tornerai desiderio innocente follia.

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