A te che sei la colonna della nostra vita


Questa frase me l’ha scritta mia madre su un foglio di carta ripiegato e chiuso con lo scotch, con dentro i soldi per il mio compleanno. Mi ha detto, come sempre, non ho fatto in tempo a comprarti niente. Ma ha fatto quello che in 37 anni di età non era mai riuscita a fare, invece. Su un foglio ingiallito ha scritto questa frase: buon compleanno, a te che sei la colonna della nostra vita.

Ho preso in mano il pacchetto ed avrei voluto urlare, invece ho sorriso e l’ho messo nel borsone, ho trattenuto le lacrime e le ho dato un bacio veloce. Mi ha detto lo so che non ti servono, ma io te li do, anche se sono pochi. Per loro, per mia madre e per mio padre, sono il figlio che è riuscito a fare tante cose nella vita pur tanto incasinata: sono segnati un pò dal dolore per avermi perso dal loro grembo, per avermi dovuto vedere vivere la mia diversità con fin troppo entusiasmo, ma sono orgogliosi per i successi professionali e personali che mi hanno raggiunto. Orgogliosi senza farlo vedere, come solo i piemontesi sanno fare.

E mi caricano di questa responsabilità, adesso. Lo so che mia madre l’ha scritta un pò piangendo quella frase, ma ci crede. Pende dalle mie labbra, quando parlo. Così pure mio padre. A volte hanno paura di contraddirmi o di raccontare le loro piccole avventure quotidiane, quando ci vediamo. Sono arrivati a dire che preferiscono come nuora il mio compagno…e mia madre che si diverte a passare le giornate al mare con me e con lui e mio padre che si beve il cognac con lui dopo cena, fumando chissà quante sigarette.

Ma io ho perso la parte più giocosa di me in questa statica cartolina di una famiglia felice. Non sono mai riuscito ad essere figlio, ora mi ritrovo nonno di due sessantenni, senza essere mai stato padre: fa un pò male.

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Un pensiero su &Idquo;A te che sei la colonna della nostra vita

  1. Innanzitutto buon compleanno anche da parte mia.
    Quello che racconti è molto toccante. Mi ha suscitato tante sensazioni, tanti pensieri. Ma su esperienze così personali è difficile “lasciare un commento”.
    Mi è piaciuta molto la frase conclusiva: Non sono mai riuscito ad essere figlio, ora mi ritrovo nonno di due sessantenni, senza essere mai stato padre: fa un po’ male

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