Caro triste trentenne finocchio semirisolto


Potrei scrivere caro Tiziano Ferro, ma mi dispiace tirarlo in mezzo già dal titolo.

Caro, quando scrivi che sono il cuore e il sentimento che ti hanno fatto virare verso il maschi, scrivi una gran cazzata e lo sai, ma ti perdono perché mi fai tenerezza e sappiamo entrambi che a guidarti era ed è il cazzo. Quando scrivi che ti piacevano comunque le donne ma il tuo cuore era altrove, scrivi una gran cazzata. Quando scrivi che stavi chiuso in camera d’albergo a Parigi e Madrid, mi fai morire dal ridere, lo sappiamo che quando il signore delle palle comanda, il cervello risponde e fa muovere le gambe verso i postriboli più sporchi. Ma questo Vanity Fair non avrebbe potuto scriverlo e la tua confessione condita di sofferenze e psicanalisi si adatta bene al pubblico lettore fragile e sensibile del settimanale più glamour per famiglie e finocchi integrati dell’italica ipocrisia. Io amo le tue canzoni, molte tue canzoni, ma avrei preferito che dicessi: si sono gay, e allora? Sempre con questa storia della sofferenza tremenda da esporre in piazza, con un libro poi. Perché alla fine il messaggio che passa è un altro: si può essere gay in questa società di tolleranti ed emancipati, ma solo a costo di un percorso tortuoso e difficile che solo pochi riescono a compiere. E invece no!! Cazzo. Non è così, non deve essere così, altrimenti continueremo ad essere considerati come anormali e ultrasensibili sempre in bilico tra la follia e la disperazione.

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20 Pensieri su &Idquo;Caro triste trentenne finocchio semirisolto

  1. In parte concordo. Ma sono cose che potresti scrivere solo se il caro trentenne, chiunque sia, lo conosci di persona e sai che ha detto delle cazzate.

    Invece decidere a priori che siccome per te essere gay è una questione di cazzo e scoprirti gay a te non ha richiesto alcun percorso di comprensione e nessuna sofferenza, allora chiunque dica il contrario è un bugiardo e un ipocrita, io lo chiamo egocentrismo. O, come l’ho ribattezzato sul mio blog, “pregiudizio al contrario”.

    Molti (gay o etero) sono guidati principalmente dal cazzo nella propria vita. Sono d’accordo con te:: non c’è niente di male a dirlo né bisogna vergognarsene. Ti appoggio sul fatto che la pruderie nel mettere in mezzo il sesso è fastidiosa ed ipocrita.

    Ma penso che sia molto, molto, molto limitato credere che siccome io l’omosessualità la vivo in un certo modo, allora tutti devono viverla così. E se dicono che la vivono in un altro modo sono ipocriti e bugiardi.

  2. Roccia, su certi punti mi trovi d’accordo…
    Però c’è da dire una cosa (superficiale, si, ma va detta)…l’ha messa giù un po’ dura. Insomma se un Tiziano Ferro si deve fare 2 anni di psicanalisi e, dopo tutto il successo che ha ottenuto, fa passare come un’impresa titanica l’outing….uno che muove i primi passi in questa direzione si spara nelle palle e fa prima.
    Non dico che doveva fare una festa, però con “Raffaella canta a casa mia” era partito bene….adesso mi deve fare il triste per vendere il libro, però secondo me poteva giocarsela meglio ed essere di incoraggiamento per chi il suo successo non ce l’ha.

  3. Quando si ha a che fare con una persona famosa è sicuramente difficile distinguere tra l’uomo e il personaggio pubblico, quanta farina c’è del suo sacco e quanto invece cade nel puro business. Chiaramente spesso e volentieri le due cose si confondono.

    Sulla sofferenza di Tiziano Ferro però io non ho difficoltà a credere, ma è solo la mia impressione e non ho di che argomentarla (mi convince la sua bulimia, ad esempio e.. il suo volto).

    Per quanto riguarda il messaggio che si da, penso che i discorsi sottili non se li ricordi nessuno, e che valgano poco. Tempo fa commentai dettagliatamente tutti i messaggi del testo di Povia della canzone “Luca era gay”, frase per frase; adesso mi rendo conto che solo il titolo vale qualcosa.

    Secondo me infatti le immagini sono molto più importanti, e restano si e no praticamente solo quelle. I discorsi più complessi di un sillogismo credo vengano facilmente soffocati dalla chiacchiera.

    Pensa che l’anno scorso ho detto “omofobia” davanti a mio fratello, più grande di me di quattro anni, e mi ha chiesto: “Cos’è?”. Giusto per capire quanto gli italiani siano a volte coscienti dei loro comportamenti (oddio, almeno in Friuli).

    In fondo il messaggio dell’immagine di Tiziano Ferro secondo me è: “guarda, un culattone è fatto anche così! Senza tacchi a spillo, chi l’avrebbe mai detto”.

    Che è già qualcosa..

  4. Ma perchè i finocchi hanno sempre questo bisogno di essere speciali? Sembrano quelle donne che se la tirano “perché ce l’hanno solo loro”!
    La sofferenza e le difficoltà fanno parte della vita, di tutte le vite. Sei uomo? Ti piace il cazzo? embeh?! essere handicappato sarà più facile? eppure loro non sfilano tutti gli anni per dimostrare che sono speciali e che la vita è bella ed è sempre una festa!
    Forse sarebbe ora di calare il sipario. Godersi serenamente la propria omosessualità in qualunque modo ci piaccia vivere, nel bello e nel brutto fottendosene di chi fa outing quando deve vendere un libro. Anzi… spero proprio che Titti se la goda e si faccia delle gran belle trombate, senza sensi di colpa, senza percorsi di tortuosa sofferenza, senza nascondere i propri simpatici istinti sessuali dietro simpatiche maschere di fatica e psicanalisi. Quando diventeremo un po’ più onesti e coraggiosi? Quando smetteremo di raccontarcela?
    Saluti da Munchen

  5. @summ3w1nd: sinceramente non lo so se, come ha scritto Aion, sia marketing o sia sincero. Per il marketing penso bastasse che diceva che era gay e basta, avrebbe venduto comunque, penso. E immagino anche che al contrario per chi ha una vita “pubblica” e i cui guadagni dipendono da questa, fare coming-out non sia esattamente più semplice che per una persona che non sta sotto i riflettori. Ma anche di questo non ho esperienza diretta, quindi sono solo supposizioni.

    @riccirich: la sofferenza fa parte di tutte le vite, infatti se un handicappato (o una vittima di stupro o una donna a cui è morto un figlio, o uno che è cresciuto nelle favelas etc.) scrivesse un’autobiografia raccontando anche ciò che ha patito, penso che non gli direi “beh, bello, questa è la vita, quindi non menarcela con le tue sofferenze”. Quando, ad esempio, lessi “Padre Padrone” di Gavino Ledda non mi sfiorò neanche per un istante una cosa simile.
    In giro per il mondo, intorno a noi, magari proprio nel nostro palazzo o dentro casa nostra ci sono persone che soffrono. Penso che sia meschino condannarli sbattendogli in faccia il fatto che noi non abbiamo sofferto.

  6. Tiziano Ferro è uno che prende le sue esperienze un po’ pesantemente. E’ stato anche obeso prima e bulimico poi.
    Ma non credo si possa chiedere a lui di fare una dichiarazione che sia di sostegno psicologico alla comunità. Lui ha espresso quello che ha provato. Il coming out è un percorso tanto personale che non può prescindere da come viviamo le nostre esperienze. L’esempio sta nel fatto di dichiarare, non in come lo si dichiara. Se ci mettiamo a sindacare anche questo, sarà il caso di chiedere a noi stessi quanto siamo capaci di vivere con leggerezza tutto quello che ci accade.

    • Infatti io non credo che abbia fatto male a parlare, ma preferisco sempre la leggerezza, anche quando nasconde qualche privata sofferenza. Poi, certo, se lui ha vissuto quello e vuole scriverne, lo faccia, mi comprerò anche il libro, ma fatico molto a credere ad alcune sue dichiarazioni, secondo me forzate per “drammatizzare” aspetti meno pubblici e più maiali. Cosa poteva dichiarare, che era da solo nelle camere d’albergo di Parigi e Madrid e si pagava dei bonazzi che gli aprivano il c…o oppure che usciva per strada e si divertiva nei luoghi di battuage? Sorrido perché io vedo ipocrisia, preferisco il non detto alla sofferenza liberatoria, preferisco il racconto di una donna di strada a quello di una madre redenta che ha ucciso il fantasma del suo feto venuto male.

  7. No Roccia a livello di marketing la sofferenza rende di piu. E’ triste ma è una verita. Che poi la sua sia stata sofferenza vera e non una strategia è un altro paio di maniche.
    Secondo me, anche se non lavoro nel mondo dello spettacolo, era prevedibile che le vendite dei suoi cd non avessero un calo….dubito che l’outing influenzi negativamente, guardando i precedenti.
    Inoltre sono sicuro che entro un paio di mesi uscirà un nuovo album…
    Ok, non lo conosco, non è un mio amico, ma secondo me un minimo di strumentalizzazione questa storia la subirà…..a questo punto, strumentalizzata per strumentalizzata, spero che in qualche modo provi anche a incoraggiare chi vive in situazioni meno “rosee”.

  8. Non pretendo di conoscere i percorsi che ciascuno ha fatto e mi interessano poco se sono portatori di sofferenza. Immagino che il trentenne in questione abbia vissuto nel suo intimo i più grandi dispiaceri, dolori, le tremende paure…che abbia vissuto nell’indecisione, nel timore e via di seguito. Ma non è necessario e non è di beneficio per nessuno renderle pubbliche così perché in questo modo non si fa altro che alimentare un mito dei nostri tempi che vuole il gay travagliato e accettato solo dopo un lungo percorso. Non escludo che una persona si faccia il suo percorso, ma soprattutto chi è un personaggio pubblico dovrebbe sentirsi responsabile della creazione di senso, del contributo che le sue parole danno alla “focalizzazione” su certi temi, ancora prima che avere la fregola di condividere una tristezza con il mondo.

  9. Sono d’accordo che T.Ferro è stato portato dal “sentimento” a virare verso i maschi, sia un ingenuo paravento. Tanto lo capiscono tutti che è il cazzo a piacergli, senno non gli piacerebbero i maschietti. sulla sua sofferenza mi sembra però che non faccia male a dirlo: penso che siano pochi i gay come tali che accettano e gradiscono almeno da subito la loro condizione. Piuttosto mi chiedo: ma cos’è un gay (o finocchio per dirla come da titolo) semi-risolto??
    Cioè, davvero: come si definisce la risoluzione di un gay? Che cos’è?

  10. 1 kome te permetti d insulta tiziano ferro se manko sai la sua storia..
    2 ti avviso k nn tt gli uomini ragionano ko quello..puo sembrarti strano ma alcune persone..poke ma ci sono..ragionano kon il cervello..e avendo letto il libro di tiziiano ho kapito che lui fa parte di quelle..
    3 se un omosessuale nn si espone è perchè ci sono persone km te k nn kapiscohno.. e se è vero k ha sofferto nn kapisco per quale motivoooo nn lo debba dire…

  11. il libro per me è stato solo un modo per far kapire il suo perscorso alle persone e un modo per spiegare la sua omosessualità e cercare di ”essere accettato”
    per me qll kose scritte sono kazzate perchè per ammettere lomosessualità ci vuole un processo molto lungo e difficile nn è ke da u giorno all’altro un dice ok sono gay..
    sono d’accordo con roccia e penso che tutto quello che abbia fatto tiziano sia giustissio e non abbia fatto la vittima solo per vendere il libro.. perchè tutti i fan lo avrebbero comprato ugualmente …

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