Non volevo sbagliare mai


Ho sempre lottato per arrivare prima degli altri, per fare meglio degli altri, come se avessi una colpa speciale da scontare. Mi sono convinto con gli anni che dovevo dimostrare più degli altri il mio valore, per far accettare la mia omosessualità a me stesso: l’eccellenza nel fare per pulire la vergogna dell’essere.
Poi mi sono stancato ed ho scoperto che la vita è fatta anche di sbagli, di arrivi a metà, di cose incomplete.

Io, un bambino, un ragazzo, un uomo felice ma in perenne tensione verso non so neanche io più che cosa, improvvisamente mi sono perso nella ricchezza della normalità. Quella grassa, comoda e calda normalità fatta di risate e carezze, di pianti e indecisioni, di immobilità nell’attesa oggi mi avvolge facendomi accettare un pò di più come uomo.

Non volevo sbagliare mai per timore che mi dicessero è normale che tu sbagli, sei finocchio. Tremendo, ma vero.

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7 Pensieri su &Idquo;Non volevo sbagliare mai

  1. Hai messo un po’ in ginocchio anche me…. forse ogni tanto cado anche io nello stesso stupido ragionamento, come se dovessi eccellere per far passare in secondo piano qualcos’altro…

  2. A me capita, più che la ricerca dell’eccezione, la prevenzione di qualsiasi tipo di critica. Se devo fare un discorso, ad esempio, faccio chilometri e chilometri di premesse… e tutto sembra scaturire dal primario di bisogno di cui parli tu: prevenire l’attacco, arrivare prima in modo da “riparare” senza nemmeno aver fatto nessun danno.

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