La testa


Quando mi avvicino a te ed appoggio la mia testa sulla tua, tutto questo mondo storto che mi ronza dentro dolcemente scompare e lì capisco che ti amo. No, non lo capisco, semplicemente ti amo. Io che te lo chiedo spesso, quando sto male: vienimi vicino con la testa, così sento il tuo calore e tutto il brutto va via.

Credo che l’amore sia questo, non mi importa del resto.

La vita passa attraverso le nostre teste, entra ed esce, ripulita dall’amore. Una volta ci siamo addormentati ed abbiamo sognato insieme, poi ci siamo svegliati e non abbiamo parlato più. Non ci siamo detti nulla di quell’altro mondo dove eravamo finiti in sogno, abbiamo solo aperto gli occhi e sorriso.

Verrà, Lei, quando sarà il momento, ma sapremo di avere vissuto insieme l’amore, solo quello. E sarà abbastanza.

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8 Pensieri su &Idquo;La testa

  1. Ciao :),
    post stupendo! Molto poetico, hai trasmesso delle magnifiche emozioni…
    P.S.:
    Un paio di settimane fa ti ho mandato una mail. Attendo con piacere la tua risposta 🙂
    Buon fine settimana,
    Alessio

  2. Sai? Non leggevo più nulla, trovavo,trovo, tutto noioso e giá detto. Compro libri che lascio in giro, perché mi annoiano. Poi, ho scoperto il tuo blog: ci sono sopra da 4 ore… Ho sorriso, compiaciuto dall’aver scorto finalmente qualcuno che scrive fuori dal solito coro. Asciutto, malinconico ed elegante.
    Questo post é dolcissimo, e sento che mi immedesimo: anche io ho bisogno di vvicinare la testa al mio uomo per riallineare la mia linea di orrizzonte al piano… ritorna la quiete.
    Sento che ci assomigliamo cosí tanto che anche se ci conoscessimo non potremmo diventare amici, ma mi fa un piacere dell’anima avere un corrispettivo dall’altra parte della penna : sono cosí presuntuoso da pensare di conoscerti. E so che questo ti fa incazzare. Benvenuto nel mio immaginario, piacere di conoscerti, io sono tony.

    • Grazie per queste parole, Tony. Chissà chi sei…? Non mi incazzo, magari mi conosci e non lo sai. La presunzione mi piace, quando SIGNIFICA provare a vivere, toccare, baciare, agire, quando è riconoscimento di se stessi in mezzo agli altri, senza falsa modestia. Curioso la tua mail: toytony…? Cosa sei, un ragazzo giocattolo? Benvenuto qui e lieto di popolare il tuo immaginario.

  3. Ciao :o) Sí, nick nato in tempi in cui il mio corpo era ancora un giocattolo.. Poi il tempo é passato, e il corpo restato (per fortuna, non per impegno, perché troppo impegnato a giocare per stare attento) segnato e avvizzito; tu scrivi molto il tuo desiderio di cambiare: io l’ho fatto. Dopo vent’anni ho detto vado via, e l’ho fatto, lasciando un locale mio, una casa col patio, un auto che mi piaceva ad un istituto di recupero crediti e sono fuggito con il mio istruttore di nuoto… Esperienza bellissima che rifarei.. Ma nell’allungo Ho scoperto che ogni lavoro ha un muso giallo e un capo campione di mediocrità… Peró ho anche scoperto che si possono riconoscere nuove persone, lasciarle entrare nel giardino, viverle. Il mio cambiamento, la vera novita, é stata questa: ora “sento” le persone, e non le guardo soltanto.. Tutte ma soprattutto una. O forse due , se ci metto anche me.

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