Spero nella legalità


Mi dispiace un pò che Silvio Berlusconi termini così il suo mandato, non lo merita. Quasi malmenato, non solo metaforicamente, da un popolo di pecoroni la cui massima aspirazione è fare ciao con il telefonino in mano, agitandosi dietro le telecamere dei telegiornali, salvo poi intonare cori da stadio e salti da scimmia al passaggio del Presidente del Consiglio. Cos’era? Un dittatore, forse? Ricordiamoci che è stato eletto da cittadini italiani, che, per quanto privi di senso critico, restano sempre cittadini italiani, con una dignità e motivazioni da rispettare. Comprendo una certa soddisfazione nel vedere allontananrsi un avversario politico, ma mi duole vedere manifestazioni di giubilo miste a finti pianti, neanche fossimo stati prigionieri di guerra. Un po’ di realismo non guasta.

Primo: l’Italia di Berlusconi, la cultura di Berlusconi e dei suoi scudieri e avversari di bassa lega, resta, purtroppo resta ed è tanto disseminata che neppure nei prossimi dieci anni sarà possibile restaurare un barlume di giustizia ed eticità.
Secondo: la stessa cultura, fatta di personalismo e mancanza di senso di responsabilità, illegalità e superficialità, contraddistingue oggi tutte le forze politiche, più interessate al mantenimento dello status quo che al cambiamento. Più ancora la stessa cultura informa di sé le singole persone, le aziende, gli ospedali, la scuola.
Terzo: sono tutti vecchi, stramaledettamente vecchi, questi politici o tecnici che siano, questi professori o capi d’azienda, questi megamanager, ministri e generali. Resta molto forte il pregiudizio Vecchiaia = Saggezza e competenza.

Spero nella legalità, d’ora in poi. E Spero in un risveglio di cattiveria verso i vecchi papponi, in un nipote che dica al nonno o allo zio: taci tu, che racconti solo palle e cerchi sempre di farla franca, che cerchi di dirmi che in fondo in fondo è tutto questione di opinioni.
Mi accontento della piccola legalità, spero che le persone si incazzino di fronte alle cose scorrette e che alzino la voce, in ogni ambiente, sul lavoro, a scuola, negli uffici pubblici, a casa: ciascuno nel suo piccolo, per far capire che una cosa FALSA è FALSA e STOP, che un ponte è pericolante e STOP, che un raccomandato è una persona da rimuovere e STOP, senza ma, senza forse, che dichiarare il falso per truffare lo stato è un crimine e STOP, che non pagare i debiti è meschino e STOP. Non ci interessano più le opinioni, perché su alcuni argomenti non ci devono essere opinioni, non ci interessano più gli affabulatori qualunquisti, non vogliamo più sentire due persone che affermano contemporaneamwente due verità opposte sostenendo che entrambe sono vere. Persone di questo tipo devono essere dichiarate inabili alla cittadinanza, delinquenti, presi in gruppo e mandati via dall’Italia a predicare altrove le belezze della democrazia verosimile.
Spero nella legalità, spero che tutti pretendano, d’ora in poi, la verità.

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