La discrezione non è il tuo forte, gay!


Un uomo che aggredisce un altro uomo compie un’azione spregevole, indipendentemente dalla ragione che l’ha spinto. Non dobbiamo certo scandalizzarci se il motivo scatenante è il fatto che un uomo stia baciando un altro uomo, ma dobbiamo scandalizzarci del fatto che un uomo non sia sicuro nella città di Roma. Con questo non intendo giustificare in alcun modo l’aggressione al gay village di Roma, ma mi fa sorridere il commento di solidarietà verso la comunità gay, espresso a più voci da vari e colorati esponenti della destrasinistradestrachissenefrega italiana., nonché l’indignazione del sinistrorso da bar, che deplora tale aggressione verso la comunità gay.

Ma dove viviamo? Vogliamo fare passare per normale due uomini che si baciano – poi dobbiamo vedere se si baciavano o se si stavano tirando una sega o facendosi un pompino – in mezzo alla strada? Ma cosa ci raccontiamo? Il fatto che lo possano fare sarebbe indice di un paese in cui i diritti umani sono rispettati? Mi paicerebbe vedere il gay, ma non solo il gay, l’uomo in generale vivere con discrezione i propri sentimenti e istinti e lottare affinche vengano davvero rispettati i diritti umani, che sono un’altra cosa dal “diritto” di scoparsi liberamente su una panchina.

L’aggressore deve essere punito. Ma punito perché ha aggredito due persone: non perché queste due persone erano gay che si stavano baciando. Solo così usciamo dalla vergognosa macchietta nella quale vogliono farci vivere: due persone sono state aggredite. Punto. Per questo l’aggressore deve essere punito. Punto. Il fatto che fossero due gay in atteggiamenti intimi non deve né migliorare né peggiorare la condanna del fatto e se vogliamo invece sottolineare che erano due gay in innocenti effusioni non facciamo altro che buttarci fango addosso.

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