Voglio continuare a disprezzarti


Mi sono rivolto a lei perché mi aiutasse a disprezzare meno le altre persone, perché mi spiegasse il mio narcisismo, che poi non so ancora se è così sviluppato come vogliono farmi credere. Mi sono rivolto a lei perché mi dicesse che cosa posso trovare di buono nelle altre persone, come posso imparare ad ascoltare, condividere, accettare.

Arriva un momento in cui te lo pui permettere, anche economicamente, ed allora decidi di farti un regalo e vai dallo psicoterapeuta. A volte i problemi sono gravi, altre volte lo sono meno, ma la voglia di parlare di questi problemi a qualcuno spinge a iniziare la terapia: a me è successo così.

Una volta te lo dice un’amica, che sei “troppo egoista, egocentrico, scortese, disinteressato…” Poi te lo dice l’amministratore delegato di un’azienda, che sei “troppo chiuso, incapace di condividere, di guidare emotivamente le altre persone…”, poi te lo dice un fratello, che sei “troppo lontano, che non ti fai mai sentire, che non ti interessa sapere della sua vita…”. Poi ti rendi conto tu stesso che stai diventando selvaggio, che a te piace, ma che forse non è giusto, ma soprattuto che non puoi allontanarti da tutto e tutti, anche se lo vorresti.

Tu vorresti allontanarti non per morire, ma per vivere emozioni , perché quel monito a “sentire” che hai dentro non si può lasciare dimenticare nascondere. In nome di cosa poi? Del vivere insieme in una società, un gruppo, una comunità. Ma chissenefrega del vivere insieme, a volte condividere le cose, il tempo, le attività, i pensieri, le emozioni significa solo perderne l’intensità ed io ho perso molto spesso cercando il contatto con l’altro, forse con la persona sbagliata. Sono fiducioso, di poter incontrare altre anime non addormentate, ci vuole tempo, ma ci riuscirò.

Come ho già scritto, meglio rendersi conto che non si è soli al mondo, che gli altri esistono e che hanno le loro caratteristiche. Aggiungo ora: può anche darsi che molti abbiano caratteristiche che a me non piacciono e non devo cambiare per godere della vita insieme. Prevedibile: questa è la parola che mi è tornata più spesso in mente ripensando agli incontri con la psicoterapaeuta. Lei mi chiede di parlare, io non so di cosa parlare, forse non sto abbastanza male per avere bisogno di lei e neppure abbastanza annoiato per avere bisogno di raccontarmi che questa cosa è necessaria alla mia vita difficile. Presto, dottoressa, che ho voglia di uscire da qui, finiamo qui. Si ci penso, ma per oggi, finiamo qui.

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