Chi non compra e chi si indigna


L’arma è nelle nostre mani, ma è più facile fare la passeggiata per le vie del centro con una bandiera in mano e l’Iphone nell’altra che riprende, che attaccare veramente questa società che tanto indigna.

Cosa succederebbe se non chiedessimo più prestiti alle banche, se non acquistassimo più beni superflui, se non usassimo più l’auto tutti i giorni, se non telefonassimo più per dire quante volte l’abbiamo fatto, se non guardassimo più la tv? Crollo, ma non il nostro. Non voglio fare l’apologia dei bei tempi andati, perché i tempi andati sono senza dubbio stati peggiori di oggi, quanto ai “mezzi” a disposizione per “fare”. Oggi però sono i “fini” a mancare e senza andare neppure tanto lontano a cercare tra sedicenti politici o industriali che un fine macrospcopico l’avevano e l’hanno oggi sempre più chiaro, mancano invece i desideri di vivere consapevolmente, desideri di noi tutti, desideri stravolti, annegati, annebbiati.

Chi si indigna in piazza, chi si inerpica per passeggiare in val di Susa, oggi è pasto succulento per i media, chi si indigna produce soldi per altri, chi si indigna è pane per chi finge di preoccuparsi delle sorti del paese.

Ci vuole violenza, violenza, violenza, ma violenza che non distrugga per il solo scopo di dimostrare, ci vuole violenza che distrugga per annientare, abbattere qualcosa di molto più grande di una vetrina di una banca. La banca stessa, l’idea di una vita in prestito. La violenza più grande di cui siamo capaci è smettere di comprare senza bisogno, ricominciare a percepirsi come uomini e donne: ridimensionare la nostra voglia di consumare fa più male che un milione di persone in piazza, che magari per raggiungere quella piazza hanno percorso chilometri e inquinato.

Non si può uscireda questo mondo di consumo, né è bello criticarlo e basta, ma ridimensionarlo nelle pretese di controllo delle vite si deve: solo così riusciremmo a fare paura, molta paura, più di cento bandiere rosse gialle e arcobaleno, scegliamo la strada della violenza, ma senza rivolgerla verso altri uomini.