Non esisto solo io


Sono riuscito a capirlo, ma mi ci sono voluti 37 anni.
Non esisto solo io, con le mie paure, le mie follie, le mie preoccupazioni, le mie gioie e le mie scopate. Io esisto in mezzo agli altri e tra loro c’è chi mi ama, chi non mi ama, chi non mi pensa, chi mi vuole stare vicino, chi non mi conosce e non desidera farlo, ma soprattutto ci sono loro, gli altri. Mi era sfuggito di mente ed ho pensato per anni di essere solo, di essere un re o di essere una merda, a seconda dei casi e dell’umore. Mi sono riempito la testa di me stesso, fino a che…PUFF!! Finalmente è finita.
Quando ho iniziato a scrivere questo blog l’ho fatto perché forse non ero capace di essere me stesso nella vita reale, forse l’ho tenuto per divertimento, forse per narcisismo. Mi è stato utile, mi è piaciuto, mi ha fatto parlare con altre persone, mi ha fatto parlare delle cose che a me piacciono, mi ha fatto conoscere persone che hanno le mie idee della vita o che le hanno diverse, mi ha fatto litigare per un’idea. Per molto tempo non ho detto a nessuno dei miei amici reali l’indirizzo del mio blog, né alcuno dei lettori o commentatori conosceva me in carne ed ossa. Poi un giorno ho iniziato a parlarne, era un grido disperato di aiuto: come a dire, adesso basta, non riesco più a tenere nascosoto il vero me. Leggimi ed aiutami.
Ho fatto bene. La scossa elettrica è stata forte, mi ha percorso tutto il corpo, sono crollate tutte le difese. Finalmente adesso posso trovare il mio posto nel mondo. Con tutto me, con quello che sono stato e con tutti gli altri che sono intorno a me. Non avrò più paura di dire cose stupide, non avrò più la necessità di essere speciale per essere degno di stare al mondo, sarò uno tra tanti, uno che ama e che è amato per quello che è e che può.

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Non volevo sbagliare mai


Ho sempre lottato per arrivare prima degli altri, per fare meglio degli altri, come se avessi una colpa speciale da scontare. Mi sono convinto con gli anni che dovevo dimostrare più degli altri il mio valore, per far accettare la mia omosessualità a me stesso: l’eccellenza nel fare per pulire la vergogna dell’essere.
Poi mi sono stancato ed ho scoperto che la vita è fatta anche di sbagli, di arrivi a metà, di cose incomplete.

Io, un bambino, un ragazzo, un uomo felice ma in perenne tensione verso non so neanche io più che cosa, improvvisamente mi sono perso nella ricchezza della normalità. Quella grassa, comoda e calda normalità fatta di risate e carezze, di pianti e indecisioni, di immobilità nell’attesa oggi mi avvolge facendomi accettare un pò di più come uomo.

Non volevo sbagliare mai per timore che mi dicessero è normale che tu sbagli, sei finocchio. Tremendo, ma vero.