La mafia che in TV è degli anni ’60


Ma perché le tv, mediaset in particolare, ci propinano queste fiction di mafia ambientata negli anni 60? Forse perché vogliono farci credere che è acqua passata, come la seicento o i bigodini?

La mafia è un fenomeno del passato, vogliono dirci…

E bravi i ragazzi del governo Berlusconi, hanno sconfitto la Mafia con la TV, cioè dentro la TV.

La mafia, sempre sencondo l’augusta tv, oggi è solo quella cattivona russa o cinese.

La sottile arma della persuasione che vuole che tutto vada bene non passa attraverso la voce di emilio Fede o bruno Vespa, ma di gabriel Garko.

Ipocrisia di una donna superflua


Per chi ieri sera non si godeva l’Inter in TV, ovverosia per il popolo femminile e per il popolo maschile non calciofilo sintonizzato su X-FACTOR, per chi si chiede cosa stia fare quella donna superflua e concentrato di banalità, faccio questa riflessione, di cui certo non si sente il bisogno.

Ma Claudia Mori cosa ci sta a fare lì?

Dobbiamo pagare una marchetta a suo marito?, Dobbiamo rendergli dei soldi, intendo noi paganti il canone Rai? Per fortuna non pago il canone rai non avendo tv, ma amici che mi ospitano alcune sere per vedere tutti insieme X-Factor. Oppure è Celentano che pur di non averla tra i piedi, paga la Rai affinché la tenga almeno per una sera? La signora si scandalizza perché la TV mostra una sua foto di quando era giovane e bella, affiancandola a oggi, che è vecchia, ma ancora piacente. E la signora si indigna e urla alla TV schifosa, che, sinceramente – dico io – avrebbe anche potuto fare a meno di una tale ipocrisia di donna senza nulla da dire, se non qualche frase per attirare luce su di sé, a svantaggio dei cantanti, che proprio grazie alla Caludia Mori, quest’anno sono in secondo piano.

Cosa c’è di male nel mostrare una foto su come sei oggi e come eri 30 anni fa? E’ il gioco della TV, che paga bene e distribuisce contenuti, certo di livello basso, ma il gioco su come siamo e come eravamo è un gioco vecchio quanto l’uomo, cara Singora Mori: i giornali sono pieni di foto sul come eravamo, sulle rughe in viso, sui denti anneriti, sui capelli tinti. Preferisco queste stupidaggini alle interviste fiume ai politici di turno dei nostri telegionali di stato.