ma i soldi servono a qualcosa?


Sto pensando sempre di più che i soldi servano a poco, ultimamente mi annoiano. Non ne ho molti, ma potrei vivere con meno – ho pensato. E allora? Allora, se potrei vivere con meno, significa che potrei avere meno necessità di lavorare. Confesso, sono un amante della vita e mi piacerebbe non lavorare affatto. Eh…..direte, che scoperta! No, dico sul serio! E non venitemi a dire che mi annoierei…!

Potrei leggere, la mia passione; potrei coltivare, magari un bell’orto, di quelli che mi sogno anche di notte. Sono un ragazzo di campagna e mi mancano quei tempi di vita, gli odori di cacca, il caldo, i sorrisi e il vino bianco la mattina al bar. Il mio ricordo di massimo piacere è legato ai pomeriggi d’estate, quando, accovacciato tra i filari di pomodori, io piccolo di 2 anni, me li mangiavo tutti – i pomodori – tutti quelli che erano alla mia portata, tutti i pomodori sporchi di verderame.

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PDL…e se fosse un partito laico?


Lo sogno, un partito laico in Italia, uno di quei partiti capaci di difendere la dignità dell’uomo. Un partito che se ne infischi di quel che pensa il papa il cardinale del cavolo e il pretino teledivo, un partito capace di travolgere con entusiasmo e coinvolgere con intelligenza, di quelli che non rispondono alle provocazioni facendone loro attività quotidiana.

Vorrei che Silvio Berlusconi si scrollasse di dosso uomini e donne incattiviti dall’età e dalla sete di privilegi. Vorrei che Silvio Berlusconi si inventasse un modo davvero nuovo di fare politica e secondo me ci riuscirà. E’ stanco del codazzo di inutili petulanti, è un uomo che ama l’azione, lo sbaglio anche, ma l’azione. Mi sento sempre più triste per la piega del nuovo ormai vecchio governo Prodi, asservito all’immobilismo e alla spesa pubblica, mi sento sempre meno difeso, sempre più accerchiato dal grigio. Uhè…sveglia! Si possono fare i sacrifici, in un paese in difficoltà su tutti i fronti, sociale, conomico e culturale, ma si devono fare con un sorriso in più e non con la testa bassa, non con la mazza per darsi i colpi sulle palle tutti i giorni.

E il primo laccio che deve essere sciolto è proprio quello con la Chiesa. Ci fanno credere che non si può fare politica senza un principio d’ispirazione cristiano, ce lo fanno credere ogni giorno oggi, da destra e da sinistra. Comoda la vita, eh…? Sarebbe molto più difficile elaborare un progetto politico per l’uomo in quanto tale, ebreo, cristinao, musulmano, come dire…la capacità di sintesi non va per la maggiore, al governo. Si analizza tanto oggi, si divide la società in mille pezzetti, si creano mille minoranze da proteggere: E poi, alla fine, cosa abbiamo? Abbiamo in parlamento mille santi protettori! Lasciamoli in cielo, i santi. Proteggono di più.

miraggi


Per un attimo sembra che stia facendo la maglia, in spiaggia. Volgo lo sguardo e con le sue mani…invece…sta mandando un messaggino con il telefonino – che poi, perché deve essere tutto -ino, mi domando? Vabbé questa è un altra storia, non confondiamoci. E’ solo che avrei voluto vederla fare la maglia e ci resto male. Ho appena finito il mio trip sulla capacità dell’uomo contemporaneo di usare le mani per fare qualcosa di creativo, una specie di dormiveglia disperato sull’assenza di senso del gesto non creativo e tutt’intorno c’è solo il rumore delle cascate, l’acqua limpida del fiume. Appollaiata su un sasso c’è la signorina, la guardo, occhiali bianchi d’ordinanza, bikini colorato vita bassa, frangia alla britney spears e …ma sta facendo la maglia, vista da dietro pare proprio stia sferruzzando a me mezzo assopito e sognatore. 

Il perbenista


Ama l’etnico, ama la tecnologia, ama il supermercato, ama la casa pulita, ama la moda, legge Faletti e Brown, guarda la tv. Il perbenista s’incattivisce se tu non ti stupisci di fronte alle sue foto digitali, all’ultimo modello di Ipod, se non te ne frega niente dell’ecografia di sua moglie inviatagli dal medico via e-mail. Il perbenista si scandalizza della perversione, vuole rinchiudere i drogati e mandare via gli stranieri, ma poi partecipa alle gare di solidarietà trasmesse alla tv, si commuove di fronte alla mamma che spiattella le sofferenze del figlio in eroina, o davanti al piccolo povero terzomondista che piange perché non ha pane e le ossa escono dal costato. Poi lo stesso perbenista se ne esce in auto tutti i giorni e consuma petrolio, si compra le magliette made made in marocco dello stilista di turno, trascorre le domeniche all’outlet della moda. Che triste vita, perbenista.

carezze di maggiorana


E’ nata una piantina di maggiorana nel vaso della vite americana, una piccola e profumata piccola maggiorana. Ne ho strappato il fiore e ripetutamente l’ho passato sotto il naso. Che profumo, ridordo di pasti passati, d’amori e di terre, di mari e di mamme. La chiamano anche "persa" in dialetto genovese, dico che mi s’addice. Continuo a carezzarmi il viso, disteso accanto a lei. La persa. Poi riprendo a leggere, sotto le stelle, mentre Mina canta chimirimane chimirimane dentro al cuor…

ufficio d’estate milano noia


ufficio: composto da tre mediocri, inutili esseri che sanno solo parlare delle pulizie dela casa

d’estate: vorrei andare al mare, ma poi soffro il caldo, non sono più giovane, sono vecchio e mi ritiro sotto l’ombrellone

milano: è bellissima, i milanesi sono in vacanza, i merdionali (li amo) sono tornati al sud, ci sono i turisti del nord europa e sono molti e sono fighi

noia: che bella la noia, persino i divertimenti organizzati sono in vacanza, quindi mi posso ricreare con gioia