Caro vecchio signore che mi hai rubato tutto


Ci sono vecchi che non hanno fatto la guerra e neppure la resistenza, ci sono vecchi che non hanno scritto la costitutzione nel dopoguerra, ci sono vecchi che al tempo del boom economico giravano in lambretta cantando le canzoni di Gianni Morandi e corteggiavano le ragazze nelle balere. Questi vecchi, che oggi hanno un’età compresa tra 60 anni e 80 anni, sono solo vecchi e basta, il tempo è passato, questi vecchi non sono eroi, sono i nati dalla fine degli anni trenta o negli anni quaranta e cinquanta, sono quelli che hanno vissuto meglio di tutti, hanno goduto della ricchezza in età adulta ma soprattutto si sono affacciati in politica nei primi anni settanta.

Dovremmo avere rispetto di queste persone? Non entro nel merito di percorsi individuali, desidero accomunarli tutti, sono stanco di questa storia che generalizzare è brutto. Generalizzare è utile, quando non farlo significa soio inanellare una serie di ma e però che rallentano l’assunzione di responsabilità collettive pesanti. Il sistema ha scelto per loro, in questi anni, – dicono loro – il sistema delle amicizie, del partito, delle aziende, della società. Si sono trincerati, tutti, non solo nella politica, ma anche nel mondo delle aziende, dietro le finte scelte frutto di “abili e lunghe” negoziazioni, dove l’unico esito era la mancata assunziuone di responsabilità. Hanno sempre fatto tutto “per il bene” del paese, della fabbrica, della comunità, compiendo le scelte “condivise” che hanno il vantaggio di annegare l’inettitudine nel mare della mediocrità mercenaria.

Oggi io mi sento derubato da loro, da questi vecchi, vorrei chiedere loro di ritirarsi, tutti. Politici, manager aziendali privati e pubblici, banchieri, sindacalisti. Tutti insieme, per evidente fallimento, tutti insieme per mano, verso un’isola lontana dove terminare i loro giorni senza la possibilità di fare altri danni. Non voglio avere più nessun rispetto per i vecchi di queste categorie, sono loro che devono averlo per chi oggi ha meno di quarant’anni. E’ un luogo comune radicato nella nostra cultura che l’anziano meriti ascolto, attenzione, cura a prescindere, un retaggio della cultura cattolica.

Cose da fare con un vecchio o una vecchia appartenente a queste categorie di dirigenti italiani di età compresa tra i 60 e gli 80:

Non cedergli il posto sull’autobus, è già stato seduto troppo sulla sedia calda della vita.

Togligli tutte le risorse economiche , lascialo con pochissimi soldi, preferibilmente al freddo.

Se ti sorride incontrandoti, fagli il dito medio

Se inizia a raccontarti la sua vita, dagli un calcio negli stinchi, bello forte

Se ha problemi di salute, usalo per fare esperimenti con farmaci pericolosi

Se vuole andare al mare a godersi la pensione, vietagli l’ingresso in qualunque località di villeggiatura

Se ti chiede perché, non rispondergli.

Infine, se riesci, rubagli la pensione, il vitalizio, la buonauscita, non se la merita, anche se ha lavorato molti anni e onestamente, non se la merita, mai.

Ho voglia di sinistra, quella vera


Sembra una crociata: abbattere il nemico, costi quello che costi.
Il nemico si chiama Silvio Berlusconi e credo ormai turbi le notti di Bersani e Di Pietro più di una testa d’aglio ingoiata cinque minuti prima di coricarsi: non ci riesce proprio il popolino di sinistra a sognare, a creare, a fare, a lavorare, a pensare, a valorizzare, senza dovere contianuamente richiamare il “Colpevole” di tutte le disgrazie del mondo. Non amo Berlusconi, si certo mi sta un pò antipatico perché penso sia grezzo e di scarsa cultura, ma vorrei vedere un mondo che ignora Berlusconi. Sembra una cosa normale che si faccia una manifestazione pubblica per dire “SOLO” no a Berlusconi? A me sembra indice di una tale scarsità di pensieri nelle teste dei leader di sinistra che la sinistra italiana si merita di stare dov’è ancora per molto tempo, decenni. Fino a che non arriverà qualcuno in grado di elaborare un pensiero senza citare l’ignorante che sta dall’altra parte, senza ricorrere all’uso della lingua inglese con sti cazzo di “…day”.

E poi Bersani c’ha due labbra troppo sottili.

Eran costretti, tutti
a seguir lui, il solo
che avesse una lanterna.
Ma all’alba
tutti si sono dileguati
come fa la nebbia. Tutti. Chi qua, chi là.

(C’è anche chi ha preso,
pare una strada falsa.
Chi è precipitato. E’ facile).

Oh libertà, libertà.Giorgio Caproni