Caro triste trentenne finocchio semirisolto


Potrei scrivere caro Tiziano Ferro, ma mi dispiace tirarlo in mezzo già dal titolo.

Caro, quando scrivi che sono il cuore e il sentimento che ti hanno fatto virare verso il maschi, scrivi una gran cazzata e lo sai, ma ti perdono perché mi fai tenerezza e sappiamo entrambi che a guidarti era ed è il cazzo. Quando scrivi che ti piacevano comunque le donne ma il tuo cuore era altrove, scrivi una gran cazzata. Quando scrivi che stavi chiuso in camera d’albergo a Parigi e Madrid, mi fai morire dal ridere, lo sappiamo che quando il signore delle palle comanda, il cervello risponde e fa muovere le gambe verso i postriboli più sporchi. Ma questo Vanity Fair non avrebbe potuto scriverlo e la tua confessione condita di sofferenze e psicanalisi si adatta bene al pubblico lettore fragile e sensibile del settimanale più glamour per famiglie e finocchi integrati dell’italica ipocrisia. Io amo le tue canzoni, molte tue canzoni, ma avrei preferito che dicessi: si sono gay, e allora? Sempre con questa storia della sofferenza tremenda da esporre in piazza, con un libro poi. Perché alla fine il messaggio che passa è un altro: si può essere gay in questa società di tolleranti ed emancipati, ma solo a costo di un percorso tortuoso e difficile che solo pochi riescono a compiere. E invece no!! Cazzo. Non è così, non deve essere così, altrimenti continueremo ad essere considerati come anormali e ultrasensibili sempre in bilico tra la follia e la disperazione.

Dopo Ricky Martin arriva Gabriel Garko


Poteva mancare? La voce circola già da decenni, aspettiamo che sia lui a dirlo, visto che ci tiene tanto.

La voce dice abbia un amore, sempre quello, ma che lo viva di nascosto… ma chi se ne importa. Sarà Gabriel Garko, Tiziano Ferro, Massimo Giletti, Tim Burton, Michael Keaton, Alberto Bilà, Mario Venuti, Ron o Lucio Dalla, Massimo Lopez o Alessandro del Piero o Luca Vialli o….Ho citato tutti? No solo i migliori, ma perché avevate dubbi?

Facciamo un pò di eterofobia…questi sono solo alcuni degli esseri umani dal gusto sessuale (sarà pure affare loro o no?) dicevo dal gusto sessuale, beh, diaciamolo, come direbbe La Russa, dal gusto sessuale particolare, ma sempre secondo i pettegolezzi da dark room, tra una toccata e fuga (mi veniva figa, ma stona). E vi pare poco? Vi rendete conto? Se questi sono tutti gay, possiamo dire di avere conquistato il mondo con onore, di avere soldati e generali eccellenti, di poter annoverare i migliori dalla NOSTRA PARTE.

Tiè, tiè, tiè. Se non fose vero? Che questi sono tutti finocchi, intendo. Beh! pazienza, Mi piaceva pensarlo, per sentirmi un pò meno solo.

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

Umberto Saba