Balla Brenda, ops…! Balla Linda (canzone non originale per tutte le Brende che se la sono sentita intonare da uomini grassi in mutande)


Balla Brenda,
balla come sai
Balla Brenda
non fermarti
Balla Brenda,
balla come sai.
Occhi azzurri
belli come i suoi
Brenda,
forse non li hai,

ridi sempre,
non parli mai d’amore
pero’ non sai mentire mai

mmh…
Bella sempre,
dolce come lei
Brenda,
forse tu non sei,
tu non dici
che resti insieme a me
pero’ non mi abbandoni mai,

tu non mi lasci mai,
ti cerco e tu…
e tu ci sei…
ti cerco e tu..
mi dai quel che puoi,

non fai come lei, non, non fai come lei,
tu non prendi tutto quello che vuoi.
Balla Brenda,
balla come sai
Balla Brenda
non fermarti
Balla Brenda,
balla come sai.
Occhi azzurri
belli come i suoi
Brenda,
forse non li hai,
ridi sempre,
non parli mai d’amore
pero’ non sai mentire mai.
Mmh…
Tu non mi lasci mai
ti cerco e tu
mi dai quel che vuoi
non fai come lei, no, non fai come lei
tu non prendi tutto quelli che vuoi
Balla Brenda,
balla come sai
Balla Brenda
non fermarti
Balla Brenda,
balla come sai

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L’uomo e il suo trans trans


Ma cosa cerca un uomo in un trans?

Me lo chiedo da uomo non eterosessuale, che cerca di comprendere se l’interesse è per quella cosa lì che sta in mezzo alle gambe del trans trans. Perché se fosse così, tanto vale prendersi un uomo vero e andarci a letto, anziché questi artifizi della natura gonfi di silicone.

Sarà la voglia di uscire dal tran tran che spinge verso il verso il trans trans…scontato vero? Ma non troppo. Sarà invece la consapevolezza che entrando in quel mondo si esce da quello attuale atrofizzato: lì, a casa del trans, ma anche in macchina con il trans, o in strada con il trans, si riscopre il gioco, che a tanti grandi ormai manca, si ritrova la dimensione labile del gioco, i confini laschi dell’ambiguo, dal quale solo possono nascere le grandi idee.

Evviva Marrazzo, che col suo e l’altrui c….o ha riscoperto l’antico andazzo: concediamoci la libertà per approdare alla verità

Mi fermo, è meglio

E’ tutt’un trans


Domenica al Ticino, a Vigevano. Ma cos’era? La celebrazione di Santa Trans da Milano? Era la prima volta che quest’estate mettevo piede in quel paradiso del nudismo che è il Ticino, ma amara sorpresa: anzichè vedermi nerboruti ragazzotti dagli attributi grondanti, mi sono ritrovato alla fiera del silicone brasilero.

Quant erano? 30, forse. Strizzate in bikini colorati, con culi enormi, tette enormi, piselli…vabbé quelli erano normali, ma vederne così tanti su corpi femminili mi ha creato qualche imbarazzo, anzi qualche noia. E quanto parlano, ste trans, sembravano liberate da un gabbia di silenzio: tutto il bagnasciuga era un diffuso urlo di “Patricia, Alexia, Fabiana, Cindy, Malu…”

Io non lo sapevo, ero con il mio ragazzo e vedevo che dietro di noi, lungo il sentiero che costeggia la spiaggia, tutti i maschi, veri, tiravano dritto, neanche avessero visto Buttiglione in costume adamitico. Il gaio che vede trans, vede guai, come dire, non c’è trippa per gatti qui, andiamo oltre se ancora c’è uno spazio non invaso dai mutanti brasileri.

Davanti a noi, invece, sull’altro lato del fiume c’era la parata dei maschi curiosi, quelli che avevano lasciato un pò più in là la moglie con i bambini e la teglia delle lasagne. Eccolì li che stanno, curiosi, per vedere la donna col pisello e qeulle che si gettano in acqua apposta. Qualcuno dall’altra riva prova anche ad attraversare: pazzo lui! Per poco la corrente non se lo portava via! E poi chi glielo diceva alla moglie? La Patricia con il suo cagnetto fasciato nel pareo rosa?