Abbigliamento uomo donna gay


Giuro che l'ho visto, al mercato in zona Corso Sempione a Milano. Un cartello con la scritta a caratteri giganti, di quelli giallo fosforescente e carattere blu, scritto con il pennarellone. Mi sono fermato, ho abbssato gli occhi sul banco dell'ambulante: vendeva abbigliamento, ovviamente.

Cosa significa? Mi sento un groppo in gola.

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L’aspirapolvere e l’amore


Come li definireste voi due ragazzi trentenni che tre giorni dopo essere entrati nella casa nuova di pacca,sono già lì a montare le tende dorate! Per non paralere del tempo che passano a pulire, a usare il centogradi contro ogni malintenzionato batuffolo di polvere.

Pulire, pulire, pulire, sempre a pensare a quello. E non solo le donne, l'ossessione per il lindo, per il disinfettato e l'igienizzato ha toccato tutti. A me non piace la pulizia, mi piace stare in un ragionevole mondo sporco, con un pò di formiche in casa, con i vetri sporchi, con il lavabo schizzato di schiuma da barba.

Preferisco parlare, ridere, conoscere e poi se mi resta tempo prendo uno spazzolone e faccio largo tra le cose. Quanto tempo di perde per pulire o far pulire, quanta energia per cosa? Per avere la certezza della pulizia, che è il preambolo ad una morte in ordine.

Spero di morire in un fosso ubriaco di grappa al barbera, con addosso le mie mutande ancora un pò bagnate d'amore e l'occhio rivolto a guardare il convolvolo selvatico dalle campanelle blu.

L’ortensia secca e lo schiavo


Orticola è una fiera dei fiori a Milano, anzi delle piante e dell'arredamento da giardino, che poi a Milano è soprattutto terrazzo, attico piantumato e tanti cocktails: mi sono trovato lì, invitato come ogni anno da un amico espositore, che viene a Orticola per vendere le sue rose alle signore "cappellate" della Milano bene, quelle che per l'occasione sfoggiano, alla serata di inaugurazione, cappelli improbabili a motivo floreale e si ritrovano qui, ogni anno a Maggio, un pò per comprare un pò per guardarsi le une con le altre.

Abbronzate, coperte di qualche gioiello d'artigiana fattura, infilate dentro bianche azzurre verdine tuniche di lino, dietro occhiali Gucci, ciascuna con il suo boy, che poi sarebbe lo schiavo porta piante, tonico ventenne che per arrotondare viene affitatto dalla segreteria di Orticola alla signora di turno e lui gira con la sua carriola schic al seguito della signora, trasportando piante, tutte rigorosamente fiorite. Devono essere fiorite le piante, altrimenti a cosa servono…

Sto per andarmene, ho fatto il mio giro, ma sento già troppa puzza di Chanel. Poi, mentre sto guardando una varietà di aglio dai fiori bianchi bellissimi sento la signora a fianco a me, che parla con l'amica della fregatura beccatasi l'anno scorso. Ha comprato 10 piante di ortensie e poi in inverno sono tutte seccate. 

"Chicca, ti dico tutte, seccate, con quattro rametti così scuri, che le ho fatte bittare via dalla Tatiana, tutte insieme nella pattumiera!

Mi volto e la vedo lì' con lo schiavo dietro, che sta ammirando delle fucsie, ha lo sguardo puntato al fiore, lo tocca lo volta e lo stropiccia un pò. Sento che saranno sue, Lei sta già pensando quale tunica abbinare alle fucsie blu ed io me ne vado davvero sperando magari di incontrare una Tatiana con dieci ortensie per poterle prendere e portare a casa mia dove possano passare l'inverno. 

La ragazzina…promette


Rabbrividisco, dapprima, poi sorrido e, sebbene sia passato solo un quarto d'ora dall'inizio dell'intervista, vorrei già catapultarla fuori. La tengo lì, di fronte a me, invece, perché adesso voglio divertirmi un pò. Eh sì, perché la signorina in questione è anche supertitolata sulla carta, con uno di quei cv che cestinerei alla prima lettura: piena di master e corsi di specializzazione, capace di praticare gli sport estremi e immancabilmente iscritta al club prestigioso della città, sa fare tutto lei, ha viaggiato (Jerba o Fromentera, Sharm El Sheik o Costa Smeralda, accetto le scommesse), Le piace il kickboxing e non può fare a meno di un'ora di golf tutti i giorni, anche se in autunno preferisce l'equitazione, ha sempre potuto studiare con profitto perché la famiglia l'aiutava, pagandole un appartamento a Milano. Lei è di Pa……

Ma facciamo un passo indietro, alla domanda che ha scatenato la mia furia. Ho un bisogno: ho voglia di scoprire chi sta veramente di fornte a me, al di là delle maschere solite che si indossano ai colloqui. In questo caso è ancora più importante perché il posto è per l'area risorse umane e  la fanciulla dovrebbe essere il mio braccio sinistro (quello destro no, perché lo uso per l'autoerotismo e come sapete, lì la donna con me non riesco proprio a figurarmela).

Lei legge?

Oh si…leggo, letteratura italiana contemporanea soprattutto.

Sono incuriosito, sto per…ma Lei mi precede, mi dice che ha letto tutto Faletti, ma la sua preferita resta Sveva Casati Mo…No, non la lascio finire, sto per spazientirmi e passare oltre, ma lei aggiunge:

e poi leggo tutti i libri per solidarietà

Non capisco, la guardo serio.

Si –  sorride la stupidella – intendo dire che leggo i libri, ad esempio quelli dei comici, tipo barzelette o altro, se so che il ricavato va a favore di qualche causa sociale, perché mi sento di dover fare qualcosa, a volte ci si dimentica degli altri e non si ha mai tempo, così faccio questo piccolo atto di solidarietà.

Avere trent'anni ed essere così, che peccato! Per lei, soprattutto, Mi domando come sia possibile, che si dimentichi così il piacere della lettura, si riduca a questo! In nome di cosa, poi? Dell'informazione? E' una diatriba antica, ma io mi sento sempre più sconfortato quando ai colloqui mi si parano di fronte giovani senza cultura che millantano cultura. Preferisco la sincerità e la consapevolezza di chi mi dice: non leggo e non mi interessa perché sto tutto il giorno davanti alla playstation o davanti allo specchio per pettinarmi come Britney Spears! Chissà quando incontrerò il candidato che mi sorprende raccontandomi le sue impressioni su Palazzeschi? L'assumo subito. Un cervello vivo voglio vedere di fronte a me, se vuoi sorprendermi per la tua cultura, caro candidato, non mi interessa un curriculum pieno di parole inglesi.