La cacciata dal paradiso


Berlusconi caccia Fini: i giornali hanno il gusto della tragedia biblica, per giustificare l’ultimo grido di dolore della loro esistenza. Ma non sono solo i giornali di carta, anche quelli virtuali hanno il gusto dell’esagerazione, della drammatizzazione, della creazione dell’evento prima ancora della comprensione del fatto.

E allora il lettore immagina le urla del dott. Berlusconi, che tutto rosso in viso sbraita contro il cattivo o incompreso Fini: Vattene, farabutto, hai finito di mettermi i bastoni tra le ruote e in quel momento parte una coltellata allo stomaco. Fini si appoggia con una mano al muro, con l’altra si tiene la ferita, sta crollando ma ha tempo per rispondere ma non finisce qui, come disse Veronica quando Silvio cercava di capire l’estratto conto delle spese della moglie in vacanza a casa di Veltroni.

Ma questo mr Berlusconi è un pò come Dio per i giornali? Soprattutto per quelli di sinistra, quelli che sbaniderano obiettività loro e censura governativa? Quelli che dovrebbero rinnovare il linguaggio, guidare la società meno ottusa, secondo loro, verso i lidi della comprensione e invece inneggiano a…Elezioni. Sempre questa parola in bocca, elezioni, elezioni, elezioni, si deve andare a votare, facendo eco a quella bocca ristretta a culo di gallina del rappresentante dela sinistra Italiana che di rinnovamento può parlare solo per la marca di sigari che fuma.

Mi insegna la nonna che la migliore arma per vincere l’avversario è ignorarlo: che l’avversario non sia lui, il mastro Berlusconi, ma la voglia di una società nuova? Con una classe politica giovane, attenta alla salvaguardia dell’ambiente, attenta alla formazione del cittadino, veloce nella gestione dei problemi, sensibile ai diritti umani…

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La cacciata dal paradiso


Berlusconi caccia Fini: i giornali hanno il gusto della tragedia biblica, per giustificare l’ultimo grido di dolore della loro esistenza. Ma non sono solo i giornali di carta, anche quelli virtuali hanno il gusto dell’esagerazione, della drammatizzazione, della creazione dell’evento prima ancora della comprensione del fatto.

E allora il lettore immagina le urla del dott. Berlusconi, che tutto rosso in viso sbraita contro il cattivo o incompreso Fini: Vattene, farabutto, hai finito di mettermi i bastoni tra le ruote e in quel momento parte una coltellata allo stomaco. Fini si appoggia con una mano al muro, con l’altra si tiene la ferita, sta crollando ma ha tempo per rispondere ma non finisce qui, come disse Veronica quando Silvio cercava di capire l’estratto conto delle spese della moglie in vacanza a casa di Veltroni.

Ma questo mr Berlusconi è un pò come Dio per i giornali? Soprattutto per quelli di sinistra, quelli che sbaniderano obiettività loro e censura governativa? Quelli che dovrebbero rinnovare il linguaggio, guidare la società meno ottusa, secondo loro, verso i lidi della comprensione e invece inneggiano a…Elezioni. Sempre questa parola in bocca, elezioni, elezioni, elezioni, si deve andare a votare, facendo eco a quella bocca ristretta a culo di gallina del rappresentante dela sinistra Italiana che di rinnovamento può parlare solo per la marca di sigari che fuma.

Mi insegna la nonna che la migliore arma per vincere l’avversario è ignorarlo: che l’avversario non sia lui, il mastro Berlusconi, ma la voglia di una società nuova? Con una classe politica giovane, attenta alla salvaguardia dell’ambiente, attenta alla formazione del cittadino, veloce nella gestione dei problemi, sensibile ai diritti umani…

Sante parole Santanché


Finalmente la mia gran signora della politica ha replicato con senno alle parole inutili che in questi giorni corrono veloci sui tg e sui giornali. Tema: la protezione del gay attaccato. Grazie Daniela Santanché.

Sono sinceramente allibito di fronte a chi mi vuole identificare prima come gay e poi come persona. Se domani mattina uno mi tira un pugno in faccia, voglio avere la libertà di denunciarlo perché mi ha tirato un pugno in faccia, non perché sono gay.

Ci sono anche dei poveri pazzi o pazze che anelano ad una proposta di legge per tutelare i crimini contro l’orientamento sessuale. Ma che cosa siamo diventati: una sottospecie di uomini?

Non voglio proprio che qualcuno mi protegga per il mio orientamento sessuale, né ho bisogno della libertà di baciare il mio compagno in pubblico.

Senso del pudore: richiamo ancora Daniela Santanché e il suo litigio mediatico con la Luxuria. Dove è finito il senso del pudore, nel black hole delle sfrante sorelle? Baciatevi a casa, baciatevi per voi, non per gli altri.

Evviva Daniela Santanché, che ancora ha un pò di buonsenso