Scalare, prego!


Ho voglia di scalare la marcia, davvero.
Non so più che fare di questa vita di corsa: per cosa?

Vorrei dare valore: tutto qui. Dare valore alle cose, tutto qui. E’ semplice, il concetto; è difficile uscire dal caos in cui sono precipitato, ma devo riuscire perché lo devo a me stesso.

Ho un lavoro stabile e ben pagato, una casa, una buona salute, soldi, ma voglio di più, anzi voglio altro: voglio riprendermi la vita che mi è stata rubata, il tempo che non c’è, voglio gettare a mare il tritarifiuti che c’è al posto della mia testa.

Come si fa? Eh…bella domanda. Io credo che si debba veramente fare una cosa: fermarsi, Ma nel senso letterale del termine. Fermarsi e stare fermi, senza fare nulla, ovunque uno si trova. Da quel momento comincia la nuova vita, dal momento in cui ci siamo riappropriati della capacità di stare fermi e svegli.

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L’uomo e il suo trans trans


Ma cosa cerca un uomo in un trans?

Me lo chiedo da uomo non eterosessuale, che cerca di comprendere se l’interesse è per quella cosa lì che sta in mezzo alle gambe del trans trans. Perché se fosse così, tanto vale prendersi un uomo vero e andarci a letto, anziché questi artifizi della natura gonfi di silicone.

Sarà la voglia di uscire dal tran tran che spinge verso il verso il trans trans…scontato vero? Ma non troppo. Sarà invece la consapevolezza che entrando in quel mondo si esce da quello attuale atrofizzato: lì, a casa del trans, ma anche in macchina con il trans, o in strada con il trans, si riscopre il gioco, che a tanti grandi ormai manca, si ritrova la dimensione labile del gioco, i confini laschi dell’ambiguo, dal quale solo possono nascere le grandi idee.

Evviva Marrazzo, che col suo e l’altrui c….o ha riscoperto l’antico andazzo: concediamoci la libertà per approdare alla verità

Mi fermo, è meglio

Stronggrond a luci rosse – jerkoff session


La scoperta del mio sesso.

Ero in spiaggia ma sentivo un malessere particolare, un’agitazione e un’eccitazione insieme, sentivo caldo e volevo toccarmi ovunque, volevo accarezzarmi i capezzoli sempre duri, volevo toccarmi il sesso, volevo sfiorarmi le labbra. Volevo tutto, nonostante i tredici anni e l’ormone agitato, evitavo di farlo in spiaggia davanti a mamma e papà, ma volevo disperatamente toccarmi.

Con la scusa del malle alla pancia, tornai in albergo alle 6 del pomeriggio, mi spogliai completamente e mi buttai sul letto. Cominciai a guardarmi, solo con lo sguardo il mio sesso cresceva, grande rispetto al mio corpo di ragazzino. Sentivo la testa che girava, mi stropicciavo il resto del corpo, come in preda ad una crisi di pianto che non arrivava mai, sempre con il groppo in gola.

Poi mi afferrai il sesso con le mani, mi sembrava stessi per pisciarmi addosso, avevo paura, che stesse per uscirmi qualcosa, ma qualcosa che non era solo pipì, era qualcosa che arrivava da dentro, molto dentro. Lo scroto era duro, teso quasi. La testa girava, sudavo oddio, sudavo, come sudavo e allora mi alzai per andare in bagno, barcollando con paura, avevo paura che stesse accadendo qualcosa di brutto ma volevo anche che accadesse.

Non feci in tempo a camminare e il mio sesso cominciò a contrarsi e a schizzare fuori il suo primo sperma. Caldo. Tutto sulla mia mano.

Mi vedo vecchio, di colpo


Mi vedo vecchio di colpo, cosa posso fare?

Guardo le foto di qualche anno fa e fatico ad accettarmi oggi a 36 anni, per meglio dire mi accetto ma improvvisamente mi sono accorto di essere diventato un signore e non più un ragazzo: le rughe sulla fronte, le occhiaie, la pancia molle, pochi capelli, le guance cadenti.

Ho sempre pensato che va bene così, che è bello invecchiare, ma non avrei pensato così all’improvviso: ieri al supermercato mi sono fermato un quarto d’ora a guardare le creme antirughe, ma mi sentivo un pò stupido e non capivo nulla. Mi suocera dice che avrei dovuto iniziare ad usarle 10 anni fa, ormai è tardi.

Fuga di mezzastagione, da Milano


Se vado a Londra e mi sento ricco, qualcosa non va.

Mi è successo e ora mi pongo le domande: ne vale la pena? Se penso poi che Milano ha un quinto della vitalità di Londra, allora i conti sono presto fatti: bisogna lasciare Milano, emigrare, scappare, correre lontano.

Provate a sedervi in Brera il sabato mattina a gustare una colazione e poi prendete un volo e il mattino dopo sedetevi a Soho o a Mayfair e annotatevi la differenza.

Oppure in Piazza Duomo a Milano vi prendete una Coca e pagate 7 euro, a Londra in Oxford Street forse arriva a 4 pound che poi sono poco più di 4 euro.

Ma poi lasciamo stare il costo della vita, pensiamo alla vita e al piacere di godersela passeggiando o a cavallo della propria bicicletta. a Milano?

Voglio sposarmi adesso


Oggi mi sono alzato con un’idea: voglio sposarmi.

E voglio farlo anche in fretta, quindi dovrò convincere il parlamento italiano ad approvare una legge cone consenta il matrimonio, quello vero, tra me e il mio compagno.

Oppure dovrò emigrare in altro stato, dove magari posso anche girare mano nella mano (no baci in pubblico, a questi sono contrario, per ragioni di pudore) in centro città. L’ho fatto a Londra, l’ho fatto a Madrid, l’ho fatto ad Atene, l’ho fatto a Colonia, l’ho fatto a Parigi, l’ho fatto a Tel Aviv, l’ho fatto a Montreal, l’ho fatto a Oslo, l’ho fatto a Barcellona.

A Milano, ultimamente non l’ho fatto. Mi sento un pò straniero, a Milano ultimamente.

La mafia che in TV è degli anni ’60


Ma perché le tv, mediaset in particolare, ci propinano queste fiction di mafia ambientata negli anni 60? Forse perché vogliono farci credere che è acqua passata, come la seicento o i bigodini?

La mafia è un fenomeno del passato, vogliono dirci…

E bravi i ragazzi del governo Berlusconi, hanno sconfitto la Mafia con la TV, cioè dentro la TV.

La mafia, sempre sencondo l’augusta tv, oggi è solo quella cattivona russa o cinese.

La sottile arma della persuasione che vuole che tutto vada bene non passa attraverso la voce di emilio Fede o bruno Vespa, ma di gabriel Garko.