Il Responsabile delle Risorse Umane


Guarda il mare, che è meglio, guarda le navi sullo sfondo, che controllano la costa di San Giovanni d’Acri dagli attacchi libanesi. Una mattina di giugno all’alba mi accorgo di essere stato ingannato, guardando l’orizzonte chiuso dalla navi e poi la cittadina chiusa dalle mura e poi l’albergo di lusso alle mie spalle, con la spiaggia recintata, chiusa alla vita fuori controllo.

Volevo cambiare le persone, povero illuso, farle crescere e fiorire dentro l’azienda. Si, fiorire, è proprio questo il mio scopo quando decido di occuparmi di risorse umane. Sai quante illusioni quando ai primi colloqui mi chiedevano quale fosse la mia idea di gestione del personale. Allora ero molto più giovane e oggi penso che alcuni si divertissero a sentire le mie risposte piene di amore per il lavoro, amore per gli altri, pensando dentro di sè: povero illuso. Avevano ragione loro: mi sono serviti dieci anni di risorse umane per capire che la crescita delle persone, in azienda, non interessa nessuno.

I conti devono tornare, sempre, anche tra le risorse umane. E se a New York hanno deciso che in Italia quest’anno devi allontanare 5 teste, lo devi fare e devi inventarti dei motivi per giustificarlo. I fatturati sono alle stelle, tutti lavorano abbastanza bene, mi chiedo perché? Perché la politica prevede che 5 persone siano allontanate quest’anno e devi farlo perché se non lo fai non raggiungi il tuo obiettivo e…Sostituirai le 5 allontante con 5 nuove persone – mi dicono. Scegli magari quelle un pò più vecchie, che sono in azienda da tanti anni. Quelle che sono convinte che nessuno le tocchi perché sanno fare bene il loro lavoro.

Senza senso, senza senso, senza senso.

Quei giardini di Palestina


Sono stato un pò in Israele.

Ho provato ribrezzo per i giardini degli insediamenti ebraici.

Ho provato tristezza davanti al Giordano prosciugato d’acqua

Ho provato a capire perché qualcuno ha voluto piantare i pini, in Israele.

Stonature: quei giardini rigogliosi colorati lussurreggianti abbondantemente innaffiati. In mezzo al nulla delle rocce, con quà e là qualche campo profughi palestinese.

Sono partito con i miei pregiudizi, come sempre: vediamo queste teste di rapa di palestinesi come si permettono di far saltare in aria la civiltà ebraica. Sono tornato, dopo un pò, con altri pregiudizi – o postgiudizi, come li chiamiamo: ma queste teste di rapa di ebrei, dove pensano di essere, in val Gardena o in Adige.

Ancora una volta non capisco più niente.