Andata e ritorno dal mondo


Non capivo cos’era questo uscire da me e sentire un brivido di vita.

Pensavo a qualche forma di pazzia, amata pazzia e forse lo desideravo: entrare e uscire, riempire e svuotare, salire e scendere, sollevarsi e cadere, un’eterna dialettica. Pensavo fosse solo un segno del mio essere fuori dal mondo, un segno tangibile della mia testa deviata, talvolta il compiacimento per l’ossessiva ricerca della diversità ad ogni costo.

Mi sbagliavo.

Adesso mi sono tornati alla mente i momenti in cui vedevo per pochi secondi l’azione che si sarebbe svolta davanti a me. Da bambino giocavo con queste sensazioni e scommettevo di sbagliarmi. Vedevo il futuro? Si, prossimo futuro, ma mi faceva sempre girare la testa questa cosa. Era come se nella mia mente le cose avvenissero dieci secondi prima e poi anche dieci secondi dopo, le stesse cose. I miei movimenti erano sconnessi a volte, come se volessi annullare la sensazione di futuro con il movimento improvviso di un arto.

Oggi in alcuni momenti ho la sensazione di vedere alcune cose immutabili, forme che si ripetono intorno a me, chiare, lucenti, dolci, armoniche. Dura pochi minuti, anche questa cosa, poi cado giù nel mio mondo normale fatto di cose, belle o brutte, non importa, ma quei momenti sono speciali, ho la sensazione di catturare la vera vita, come se un motore velocissimo cominciasse a girare dentro di me e mi facesse vedere tutto il mondo contemporaneamente.

Non faccio uso di droghe, né mai l’ho fatto, bevo un pò, ma nella norma, vino, qualche birra, qualche superalcolico. Mah! forse i peperoni…