La moglie in vacanza…


Agosto, mariti in città, è tempo di amori diversi. State tranquille, oh voi mogli che state al mare con i bambini, ai vostri mariti pensiamo noi, siamo le amanti, quelle di una vita, quelle per una sera, quelle dispensatrici di piaceri infiniti nelle sere d’agosto. Ci cercano lungo i bordi delle strade, ci portano nelle vostre case e ci mostrano la famiglia, perché noi siamo le amiche del cuore, non siamo gelose di vedere la foto di famiglia sul comodino del letto, travolte da amplessi feriali. E al mattino ci facciamo servire il caffè a letto e ci alziamo contente, con un piccolo regalo nella borsa e l’appuntamento con il taxi sotto casa. Facciamo bene al vostro amore, perché il vostro uomo arriverà da voi il venerdì e non vi insidierà, lascerà intatta la vostra abbronzatura e non vi farà sudare e ansimare per dovere coniugale. Buone vacanze, mogli!

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L’appartamento italiano


Eravamo in dieci nell’appartamento in centro a Milano, in una palazzina anni cinquanta, all’ultimo piano. C’era Renata che assomigliava a Mafalda e non si perdeva un film nelle sale d’essay, militante di estrema sinistra e promotrice delle più vivaci proteste sindacali, c’era Simona, eterna studentessa d’architettura, innamorata di kim Basinger e in lotta continua con le forme esagerate di un corpo femminile, con un seno prosperoso che mortificava sotto strette fasciature. C’era Incarnita Zapata dal Messico, nipote dell’altro Zapata, quello rivoluzionario, suo nonno e c’era il liutaio, che si chiamava in realtà Marco e costruiva liuti in un piccolo laboratorio di periferia. C’era la nana, Sonia, che non arrivava con la testa al tavolino e aveva la sedia con il cuscinone per sedersi comodamente, c’era Franci, aspirante steward in preda agli attacchi di panico, c’era il seminarista fuggito dal seminario, avvolto nel dubbio delle fede, travolto dai piaceri della carne omo. Iris che leggeva le carte e prediceva gravidanze imminenti a tutte, Sara la giornalista che passava le serate a fumare davanti al pc e non azzeccava un fidanzato, c’era Bene, il mio amore, che aveva tappezzato il bagno con le foto dei reali di tutto il mondo, e poi c’ero io, il cocco della vecchissima proprietaria di casa. Per lei disegnavo forme che poi lei trasformava con il punto croce, realizzando quadri che regalava alle amiche. Abitava poco distante da noi e ripagava le mie attenzioni con un affitto ridicolo per 250 metri quadrati di casa in centro a Milano.

Yesterday…

Oggi…

Oggi festeggio cinque anni di passione con Bene e stamattina ci siamo ritrovati in terrazza a fare colazione, ricordando i nostri anni in via Gaffurio. Renata si è sposata con un professore di fisica a Zurigo, passa le giornate annoiandosi a fare shopping e il suo fine settimana è prenotato sempre alle terme di Graz. Simona ha conosciuto un pittore argentino, si è laureata ed è fuggita con lui, vivono a Cortona e dipingono nel laboratorio aperto nel centro storico. Franci alleva capre in campagna nel monferrato e cucina marmellate di fiori d’acacia seduto davanti alla stufa a legna. Iris fa la venditrice ambulante di bigiotteria ad Amsterdam, la nana ha conosciuto un africano di due metri che l’ha portata con sé in Togo e la venera come una dea, apprezzando la sua nanitudine. La zapata è scomparsa dopo un viaggio a Miami al seguito del fidanzatino americano, il liutaio s’è sposato una ragazzona bergamasca che gli ha fatto mettere la testa posto – si fa per dire – e ora fa il fattorino per l’azienda del papà di lei. Sara ha trovato la pace dei sensi con un tarantino che la scopa da mane a sera…e quando lo molla più, questo! Il seminarista laureatosi in teologia è professore di religione alle alementari.

E noi, Bene ed io, siamo sempre insieme, ma lui – per fortuna -non ha ancora deciso dove appendere, nella nuova casa, le foto delle famiglie reali…

hot bloggers…


Le facce dei bloggers mi ispirano pensieri proibiti in questi giorni di caldo torrido e la fantasia vola vola vola e vi immagino, cari bloggers, nelle situazioni più bollenti…Non me ne vogliano le fanciulle bloggers, ma, come si sa, la mia fantasia ha un debole per i maschietti, che mi diverto a spogliare con gli occhi. Giacosa è il top, più lo guardo più mi viene voglia di lui…, disteso a torso nudo su uno scoglio che mi invita a fumare una sigaretta e poi mi guarda intensamente e la mano l’accarezza laddove lei vuole. Andrea Doi mi aspetta casa addormentato coperto da un lenzuolo bianchissimo che nasconde nudità preziose, Max Giordani sta per strada travestito con tacchi a spillo, che sventola una borsetta sistemandosi con l’altra mano un seno enorme. Silavano Deregibus è l’autostoppista dai capelli arruffati con la salopette (si scrive così?) senza nulla sotto che accetta il passaggio e pretende il massaggio. Biz…come si chiama, sta sotto la doccia e lo spio da un buco della serratura per ore ore ore. Beh, ora mi fermo. Censura. Grazie a voi per le immagini, vi leggo sempre…devo smettere, altrimenti vi arrabbiate?

caffè orgasmico


Quelle braccia muscolose, quelle vene in rilievo…e poi gli occhi, le mani, le dita grandi…mmm! Mi guarda, come ogni mattina, come guarda tutti i clienti del bar, ma quando quegli occhi incrociano i miei la mia fantasia è già scesa sotto la cintura dei pantaloni.

Caffè e acqua, grazie – con la voce un pò impostata, per non tradire l’orgasmo crescente dentro di me.

E lui si gira verso la macchinetta del caffè, inizia a muovere le mani, le vedo, le braccia si alzano si abbassano, agguanta una tazzina, ah vorrei essere quella tazzina, no vorrei essere la pedana su cui poggia i piedi, per vederlo dal basso in alto, vorrei essere il bottone della macchinetta per essere schiacciato, ecco, si, proprio come sta facendo adesso, con forza e decisione, tac. Sc………..ende il caffè nella tazzina. Oddio, non solo il caffè, scende! Oddio, che succede, oh!oh!

Ecco il suo caffè. E l’acqua, per rinfrescarsi un pò!

Condizionati nati


L’aria è condizionata, altrimenti come sarebbe? Prima di essere "condizionata", com’era l’aria? L’aria era aria, libera, circolante, si infilava tra i vestiti, si schiacciava sulla pelle, l’aria mancava, veniva, un filo d’aria solleticava i capelli, si appiattiva sui peli. Oggi l’aria è per forza condizionata, non ci sono più peli da stuzzicare, ci sono capelli fissati in acconciature rigide, corpi plastici incapaci di trattener l’aria. L’aria non manca e non arriva, l’aria si compra.

Cambio bandiere


200pxbandiera_della_pace_6_1 E pensare che io volevo farla togliere ai condomini del palazzo dove vivo e ora me la ritrovo anche sul blog! Ma è una persecuzione, questo arcobaleno che sventola qui e là in città. Mi provoca un sincero fastidio perché questa bandiera è il simbolo della peggiore globalizzazione, del bisogno di condividere tutto di una certa sinistra contemporanea che non è in grado di espressione autonoma e originale. Dobbiamo scoprirci e non coprirci, ridurre all’essenziale le nostre espressioni e cercare di renderle incisive, non invasive. E la bandiera ha l’incisività di un tatuaggio sulla spalla.

Blob, blog, supervarietà


D’estate si gusta il piacere della replica…leggete, leggete e sarete ricompensati…

Ma mi innervosisco, perché alcune volte vedo persone vittime delle tecnologie, delle mode, dei modi.

A Milano sono venuto cinque anni fa, per un misero lavoro, e oggi ancora sono estraneo a questa città. La apprezzo, ma non l’amo, perché è così stupida! Così stupida che vuole impressionarti, ma non può darti nulla di più che luci colori suoni sorrisi. E poi ti ruba l’innocenza di sorprenderti davanti al silenzio.

Ho profondo rispetto per la religione cattolica, è una bellissima immagine dell’armonia, ma è religione e dobbiamo prenderla così.

Oggi mi sento un pò strano, perché devo decidermi a diradare le decine e decine di piantine nate nell’unico vaso.

Lo straniero sta fuori, vive la città, la sporca e la tortura, la imbratta e la anima, l’italiano deve avere sempre una buona ragione per uscire, altrimenti non esce.

E poi un incidente, un giorno in Sudan, ha interrotto la sua storia. Non l’ha conclusa, l’ha interrotta perché lei resta con noi, è con noi.

Forse l’energia spesa per promuovere un vincolo burocratico sarebbe meglio utilizzata se rivolta a far conoscere un amore alle persone che ti stanno vicino.

E si apriva alla vista un baia, e poi un’altra e distese di campi gialli che arrivavano fino al mare e boschi piegati dal vento e inclinati al punto che non ti rendevi conto che erano alberi ma pensavi fossero cespugli.

L’istinto della maternità e della paternità c’è, è un grande e lodevole istinto, meraviglioso strumento di crescita umana, ma la rinuncia alla sua soddisfazione e l’accettazione del proprio stato rende forti e capaci di riconoscere il "limite".

Quelle finestre dalle quali si vedeva il Po, quel profumo inconfondibile di cultura, quell’amore assoluto per la sua città, trasparivano da ogni suo sguardo.

La mia vera vacanza è quella che posso fare laddove non vedo alcun segno che mi ricordi la quotidianità, non voglio negozi, non voglio musica, non voglio happy hour o discoteche, non voglio abiti trendy, non voglio occhialoni, non voglio aria condizionata, non voglio orari, non voglio parole cattive

La donna sarebbe amata dalll’uomo come assicuratrice di discendenza, e in quanto tale amata moltissimo, l’uomo sarebbe amato dall’uomo come fonte di piacere senza vincolo alcuno. Sogno o son desto?

Deve fare cento chilometri, la lettera, per arrivare a casa, a quella casa dove sono cresciuto.

E’ grazie a lui, a mio fratello che ho saputo come è andata quel giorno di un anno fa. Mio fratello era casualmente a casa dei miei genitori, quella mattina in cui arrivò la lettera.

Solo un soggiorno, senza un un bel tavolo per accogliere gli amici a pranzo, ma un mensolone basso con gingilli e fotografie.

Era l’uomo in gabbia, l’uomo sposato per errore, l’uomo che si stava consumando per aver fatto una scelta di vita sbagliata, per avere fatto du figli, per aver voluto snaturare se stesso, perdendosi in una vita povera d’amore, stritolato dalle morse dei suoi desideri inconfessabili.

Neanche un minimo di orgoglio per gli "Azzurri" che giocano le partite della nazionale di calcio

Ci fanno ammalare diagnosticando le più improbabili patologie.

Son bacchettone, si lo so. Il senso della misura, della convenienza, della discrezione, sono finiti sotto i piedi.

Cercavo di pulirmi, di lavare via ogni segno, facevo scorrere l’acqua sulla pancia, mentre le lacrime stentavano ad uscire.

Mi tormenta, mi distrugge le giornate, mi assale e non mi molla fino a quando non le presto attenzione e risolvo il problema che la causa.

Sono qui seduto, ma il mondo gira, gira, tutt’intorno.

Tra torte e pasticcini, spremute d’arancia e panini al burro, marmellate e yogurt, si sono sposate una mattina d’estate di 3 anni fa alle sette e mezzo.

Si è più sfigati se non si va in vacanza, mentre se non si lavora è colpa del governo e degli extracomunitari che ci fregano il lavoro.

Anche mostrarsi in mutande sui cartelloni pubbliciari di una città, mostrare corpi depilati e unti?

Anime selvagge, libere solo nel guardare la roccia riflessa sull’acqua, nel toccare la pianta di timo cresciuta tra due sassi, nello spiare la vipera veloce sulle pietre.

Tu hai ridicolizzato l’intimità delle persone mettendone in piazza i sentimenti, hai creato mostri televisivi stimolando il desiderio di successo di ogni povero cristo, hai dato importanza e rilievo a psicologi senz’arte, capaci solo di rendere banale la vita e difficile la comprensione della realtà, che non è più tale se non c’è uno dei tuoi specialisti a spiegarla.

Istruiti, come vuole la democrazia, ma disoccupati in un paese schizofrenico che non è in grado di promuovere una cultura del lavoro manuale, del sacrificio e della pazienza ed è capace solo di vendere sogni di consumo

E non è come fumarsi una sigaretta o 10 sigarette, perché dieci sigarette non ti riducono come un topo dagli occhi spenti.

Spinelli sulle 23


Mi ritrovo spesso tra amici, trentenni o giù di lì, che fumano spinelli e la cosa sta cominiciando a darmi fastidio. Fumano molto e non solo nelle occasioni speciali, tipo dopo una cena in compagnia. Fumano al mattino, al pomeriggio e alla sera e stai sicuro che se provi a parlare con loro intorno alle 23, ti accorgi che stai parlando con dei ritardati mentali. Sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere e non è mia intenzione fare la predica a nessuno, ma mi pongo molte domande, quando vedo le persone ridotte così. E sono sempre di più, secondo me. Sono quelli che hanno iniziato magari 15 anni fa e non hanno ancora smesso. Girano con il loro sacchettino di erba o con il pezzetto di fumo nel portafoglio e quando si fermano e le parole stentano ad uscire, tirano fuori gli attrezzi del "piacere". Fumare li rilassa – dicono – ma a me fa venire solo tristezza a vederli così. Ormai per molti è diventato un rito, farsi lo spinello. Gli spinellati si riconoscono velocemente tra di loro, forse sentono la puzza che il loro cervello emana. E non è come fumarsi una sigaretta o 10 sigarette, perché dieci sigarette non ti riducono come un topo dagli occhi spenti.

Liberalizziamo pure, intanto la vita se la rovinano gli altri e lo dico da egoista

Immigrati vade retro


La riapertura delle quote per gli extacomunitari farà precipitare del tutto il controllo sugli ingressi clandestini, gentile ministro Amato. Chiediamoci perché in coda per le regolarizzazioni erano presenti così tanti immigrati, che in teoria dovevano essere all’estero? E cosa risponde l’attuale governo: visto che ci sono già cos’ tanti clandestini, tanto vale regolarizzarli tutti. Non pensa invece di fare una azione di polizia – con serenità e senza l’uso improprio della forza – e riportare tutti nei paesi di origine? Questo non si può fare – obietta il governo di sinistra, per definizione vicino alle aziende – perché altrimenti le aziende cadrebbero in ginocchio. Poi visto che è più radical chic appellarsi alla salute delle aziende agricole, piuttosto che alla totalità delle aziende…!

E gli italiani? I disoccupati italiani, i laureati disoccupati italiani? Quelli che hanno inseguito il sogno di un futuro brillante dopo anni di studio inutile, infarciti delle stupidaggini di certa cultura che vuole l’istruzione alla portata di tutti, cosa faranno, questi italiani? Istruiti, come vuole la democrazia, ma disoccupati in un paese schizofrenico che non è in grado di promuovere una cultura del lavoro manuale, del sacrificio e della pazienza ed è capace solo di vendere sogni di consumo.

Caro Maurizio Costanzo


La tua TV è l’essenza pura della cultura Forzista. Il qualunquismo travestito da buonismo sinistroide pervade ogni frase che esce a fatica dalla tua bocca, l’illusione di realtà che le tue trasmissioni creano è più forte di qualsiasi pubblicità o slogan coniato dal Cavaliere. Ma quel che è peggio è che tu sei osannato da certa sinistra come l’anticonformista delle reti televisive berlusconiane, mentre in realtà sei il più pericoloso alimentatore della cultura che ha prodotto e continua a far vivere questa specie di partito politico che è Forza Italia. Tu hai ridicolizzato l’intimità delle persone mettendone in piazza i sentimenti, hai creato mostri televisivi stimolando il desiderio di successo di ogni povero cristo, hai dato importanza e rilievo a psicologi senz’arte, capaci solo di rendere banale la vita e difficile la comprensione della realtà, che non è più tale se non c’è uno dei tuoi specialisti a spiegarla. Caro Maurizio Costanzo ho letto che da settembre lo spazio in tv per te e per tua moglie sarà ancora maggiore…Eh! Dobbiamo recuperare voti!? 

APPELLO AI MAGHI: FATELI SPARIRE!