L’insopportabile donna


Stamattina l’ho scampata. Eravamo in metropolitana, linea gialla milanese, affollata per fortuna, così ho potuto evitare il suo sguardo da stupida di prima mattina. E’ una mia collega, l’oggetto del mio disappunto, del mio chiedermi "perché esisti, cara donna"? Mi ostino a voler capire perché provo tale senso di fastidio al solo vederla e qualcosa mi è chiaro: lei rappresenta il tipo di essere umano, di donna che riassume un elevato concentrato di superficialità e di banalità tale da farmi innervosire alquanto.

L’insopportabile donna mi ricorda lo scrutatore non votante di Bersani: pulisce casa ma non ospita, rispetta scrupolosamente la sua unica identità di consumatrice: lampada al viso settimanale, cambio degli abiti e acquisti nuovi ad ogni nuova stagione, letture rigorosamente pubblicizzate con un unico "must" – Melissa P., su cui cerca sempre di far finire la conversazione quando si parla di libri. Quando va a trovare a casa un’amica che le offre qualcosa da bere, lei dice che la sua amica ha fatto un happy hour favoloso a casa, se deve andare in vacanza va a Formentera ad Agosto in un villaggio da 1500 euro a settimana per poi tornare a lamentarsi di essere un pò ingrassata…

Ma va a da via i ciap!!! Io le chiuderei tutte in un reality, in un mondo ridotto dove possano vivere le loro vite di beatitudine grassa. Lo so che ci sono anche tanti uomini così, insopportabili, ma almeno sono, dal mio punto di vista, recuperabili: li stendo su un letto e li faccio stare zitti.

Le bugie necessarie


1986 una città della germania dell’est. Due uomini poco più che ventenni s’incontrano, si amano, si promettono fedeltà. Si incontrano in una sauna gay la prima volta, poi le altre volte di nascosto dentro l’auto alle periferie della città, prima di tornare a casa dalle rispettive mogli, dai figli appena nati. Decidono di far "incontrare" le mogli, di fare in modo che le mogli si conoscano e si frequentino e allora organizzano tutto affinché accada. Con un lavoro sottile riescono a far convergere le due donne verso un incontro, che, apparentemente è casuale, ma in relatà è studiato neui minimi dettagli. Così le due donne si conoscono e pensano che sarebbe carino che anche i mariti si conoscessero e organizzano un’uscita a 4. La cosa è fatta. I due uomini potranno continuare a vedersi, a respirare l’uno l’aria dell’altro, alla luce del sole, con le mogli i bambini e gli altri figli che verranno.

P10008831993 arrivo io come ragazzo alla pari in una delle due famiglie, ho 20 anni e nel giro di poche settimane finisco a letto con il marito, che poi mi presenta all’amante e vengo a conoscenza della storia "complicata". Andiamo avanti così, per 5 anni: io per 3 mesi d’estate sono il "terzo" tra i due mariti, nel tempo libero vado a spasso con una moglie, a volte incontro l’altra per qualche lezione di cucina italiana.

2006 un marito compra una casa in campagna, l’altro marito l’aiuta nei lavori di coltivazione, hanno finalmente il loro nido d’amore, dove si rifuigiano per amarsi. Ormai hanno quasi 50 anni, i figli sono cresciuti, le mogli sono contente, in campagna si annoiano e sono liete che i mariti abbiano questo hobby in comune, dopo tutto hanno avuto al loro fianco dei bravi ragazzi. Sono andato a trovarli e non riesco a trovare la cosa che non va.

Spezzatino di bellezza


La bellezza non è più degna di essere considerata, è maltrattata, è un peccato se resta sola, deve essere accompagnata da altre "qualità" altrimenti è imbarazzante. La passerella di Miss Italia è un evento degradante per la bellezza: perché ragazze belle devono essere costrette a parlare, a cantare, a raccontare barzellette, a recitare improbabili pezzi d’autore? E’ come se si dicesse: la tua bellezza non conta! Ma, cavoli, è o non è un concorso di bellezza?

E poi la sfida…ma da dove arriva questa mania della sfida, in ogni campo, in ogni dove? Le Ragazze di Miss Italia devono sfidarsi una contro l’altra, ma perché. Dovrebbero confrontarsi tutte contro tutte! E dal confronto dovrebbe uscire la vincitrice. E invece oggi regna la "sfida": è come se dicessero…non non devi confrontarti con il mondo, devi solo guardare il tuo vicino e batterlo, così sei vincitore, il resto del mondo lascialo perdere, non ti curare della complessità, guarda al tuo piccolo, il mondo è semplice, è questione solo di si o no.

E invece il mondo è complesso e se non insegni a convivere con la complessità, insegni a convivere con la morte anticipata.

La cravatta la madonna la campagna


La bici abbandonata tra il granoturco, le pannocchie grasse che rimbalzano tra le braccia, una corsa di sera per giungere là, là in fondo, dove si vede la campana che domina la campagna monferrina.

La chiesa buia, con la sola luce delle candele di notte, mi accoglie calorosa tra le sue navate. Trovo la cravatta appoggiata sull’altare, mi spoglio, la indosso, lo guardo, è nascosto. Dietro la tenda del confessionale sta pregando il pretino di campagna, con la passione per le cravatte, per i giovani dal petto glabro, per la madonna che lacrima gocce di vita.

Mi siedo, con la sola cravatta indosso, lui prega, io guardo la madonna, la madonna mi guarda, la guardo, ancora con gli occhi che sono quasi chiusi, per riuscire ad immaginare un amplesso impossibile. Lui prega a voce sempre più alta, io muovo le mani freneticamente, lo so che mi spia da dietro la tenda, gli basta questo.

Andiamoa avanti così per tanti mesi, ogni volta una cravatta nuova in regalo, fino a quando un giorno mi dice basta. Mi stanno spuntando i primi peli sul petto e quindi il gioco non è più divertente per lui. Non me lo dice ma lo capisco.

E mi ritiro, con una collezione di cravatte mai usate, chiuse in una valigetta in soffitta, con il ricordo dellla madonna che mi guarda, prima bella sorridente, poi accecata dalla mia furia eiaculatoria, poi di nuovo pulita il giorno della Messa.

Inno a lei


Se morte mi cogliesse improvvisa, sarei pronto a riceverla soavemente,

Se morte mi trovasse sospeso a sorridere, sarei pronto a donarle l’emozione,

Se morte mi rubasse il tempo, sarei pronto a regalarle l’eternità.

Passeggiando mi ritrovo ad essere felice per la mia vita, una vita orientata alla morte, sempre presente, una vita consacrata alla morte che ogni giorno permette di crescere, di tendere verso l’Amore senza perdere lo spirito del tempo.

Non la chiedo, verrà da sola quando sarà il momento, ma sarà un attimo d’estasi.