I figli degli altri


Incrocio i loro sguardi, distolgo il mio. Non mi va di salutare, forse sono in imbarazzo, forse non me ne frega niente, mi annoiano: sono i ragazzi e le ragazze che un tempo conoscevo, qui al paesello, quelli che magari hanno fatto la scuola con me, le elementari, le medie, il liceo. Non se ne sono andati, loro, ma sono qui, un pò beati un pò inebetiti ed io li guardo, di nascosto, cerco di capire cosa li rende felici, cosa hanno fatto per sè, cosa hanno fatto perché non sapevano cos’altro fare.

Io me ne vado svolazzante con gli occhi un po’ felici e un po’ malinconici, pedalo e sento l’aria in faccia, i miei occhi girano intorno, come quelli di un pazzo, alla ricerca di segni, di un palazzo che non avevo mai notato, di una foglia verde intenso, di un rifiuto abbandonato ai piedi di una giostra. Mi siedo su una panchina mezza assolata e tiro fuori il mio libro, poi mi stendo su quella panchina ed inizio a leggere. Ma non sta bene, alle mamme soprattutto non sta bene e con la voce silenziosa che accompagna lo strappo del braccio, fermano l’incauto figlio che vuole avvicinarsi a me. Lascia stare il signore e prima ancora che me ne accorga vedo gli occhi sorridenti di un figlio che mi fissa, mentre la mamma lo trascina per il braccio e con la bocca finisce di pronunciare parole che potrebbero essere …dorme, malato, strano, cattivo. Le labbra della mamma sono già serrate, con l’altro braccio si stringe al marito pasciuto, al marito rinsecchito, al marito camminante.

Forse dovrei tagliare questa lunga barba.

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Un uomo una donna una casa


La scelta delle tende, delle piastrelle, dei piatti, dei calici, del colore delle pareti, delle luci, degli asciugamani, dei coltelli, dei quadri.
C’è un uomo che sta per andare a convivere con la sua donna, ma queesta casa non sembra mai pronta! Ogni giorno si aggiunge un dettaglio cui io, zingaro naturale, non avevo pensato. Come si fa ad andare a convivere nella casetta linda nuova nuova di quelle tutte uguali, alla periferia di Milano, se non hai comprato almeno un secondo servizio di piatti per gli ospiti o se mancano i lampadari del bagno?

Lui mi dice che sono sempre d’accordo su tutto, c’è una sintonia perfetta: nella scelta dei modelli, dei colori, dei prezzi. Sintonia? Che razza di sintonia è questa? Io mi aspettavo comunanza di idee, di sogni, di piaceri. Un uomo una donna una casa e il sogno di un consumo perfetto pemanente, l’ancora cui legare l’effimera volontà di creazione rimasta. Ma la chicca, quella che mi ha fatto venire freddo a metà agosto è stata la domanda fatale: sai dove si possono comprare dei libri? Per un secondo mi si accende la lampadina, poi il suo sguardo mi riporta alla realtà: dei libri, si di quelle collane carine, quelli con le copertine uguali, ma i titoli diversi? Per fare una bella biblioteca sopra la tv.

Ho mangiato un Ipad. Era secco secco…


Non so neppure come si scrive, ma mi è già antipatico. Scusate ma questa tavoletta dove me la metto?

Sono costretto a girare con la borsetta tutto il giorno. Si, perché ti dicono che così puoi leggere il giornale, leggere i libri, più libri, guardarti un film, giocare…ovunque tu sia.

Ma allora mi devo sempre portare la borsa dietro e già questo mi rompe. Il libro di solito me lo infilo in tasca, se è un tascabile o se è un Sellerio o se è un Einaudi…il giornale poi lo compro e lo spiegazzo tutto, poi l’abbandono in metropolitana, certo anche se l’ho pagato, ma una volta che ha assolto la sua funzione, cioè tenermi impegnato il tempo di percorrenza da casa a lavoro, non me lo tengo per scoprirci dentro i segreti del mondo. Suvvia è un quotidiano, mica la Bibbia. E poi a cosa ci serve poter consultare “ovunque” il tuo giornale preferito sull’Ipad se trascorriamo 20 ore al giorno in ufficio a succhiare notizie e altro davanti al PC? Capita pure che ogni tanto si dia un’occhiatina alle edizione on line dei quotidiani e allora cosa me ne faccio del gionale on line sul mio Ipad, se ho passato tutta la giornata a navigare in Internet tra le notizie della Gazzetta. Il film ancora…comodo, non so dove andare e mi prendo la tavoletta magica e mi ci vedo un film. Comodo vero? Magari andare al cinema, no? Fare una passeggiata per andarvi e una per tornare, no?

Si lo so che tutte queste cose posso continuare a farle, che l?Ipad non toglie nulla ma aggiunge solo, bla bla bla, che noia questi amanti della tecnologia per la tecnologia…Con l’Ipad posso fare tutto con una cosa sola…!! Interessante…molto interessante…Perché fare tutto con tutte le cose è disdicevole? Forse è “scomodo” stare senza Ipad o come dicono i guru oggi, L’ipad fa risparmaire un sacco di tempo. Ma ne abbiamo bisogno? Di risparmiare tempo, intendo. Noi noi, io e te, abbiamo bisogno di risparmiare tempo, per cosa?

Il buon senso di Silvio


Stamattina mi chiedevo come faccio a essere così d’accordo con Silvio Berlusconi…!

Sono vittima della sua cultura mediatica? Non credo, non guardo la tv, né telegionali, né documentari, né varietà, né inchieste, né contenitori, né altre stupidaggioni più o meno travestite di cultura. Non frequento centri commerciali, cinemamultisala, discoteche, grandi fratelli o sorelle, né escort, né festini, né riviste patinate, né quotidiani berlusconesi.

Sono laureato, ho un lavoro, una casa, un compagno e trascorro le mie serate spesso a casa a leggere, a chiacchierare con amici davanti a un piatto di salame, a disegnare o scopare.

Ma a me Silvio Berlusconi pare semplicemente un uomo di buon senso, che si preoccupa di risolvere problemi concreti. Sono uomo di sinistra nell’anima, aperto a confrontarmi con tutti i punti di vista, ma sono stanco di sentire piccoli omini lamentosi che fanno uscire suoni sibilanti da bocche senza labbra.