Trenta minuti


Questa mattina a Milano pioveva, erano le 8,30 ed io stavo dirigendomi verso l’entrata della metropolitana per andare al lavoro. Improvvisamente le gambe viravano, la testa dava loro il comando cruciale: si va a piedi. Sotto la pioggia e senza ombrello cambiavo direzione e mi sembrava di entrare in una favola, passeggiando tra gli alberi del parco nord, perdevo il senso del tempo. Pioggia, umidità, odore di erba, soffioni di tarassaco e fichi dalle foglie accennate riempivano i miei sensi.

Ho impiegato trenta minuti, ma mi sono allungato la vita di un giorno. Sono arrivato in ufficio tanto eccitato che pensavano avessi tirato la coca. Benpensanti, non sanno che è stato qualcosa di ancora più trasgressivo: la comunione con il mondo.