La sinistra intollerante si allea con la destra porcellona


Sono piacevolmente sorpreso dalle espressioni di giubilo della Sinistra, meglio ancora delle persone di sinistra, che ancora una volta stanno dimostrando la loro vera faccia. Sono piacevolemente sorpreso perché confermano l’opinione negativa che ho di queste persone. E’ un continuo fiume di insulti a chi ha votato diversamente da loro: bella prova di tolleranza, bella prova di ascolto, bella prova di comprensione. Bella prova, insomma, che è lontano, per fortuna, il tempo di un governo affidato a persone così intolleranti e convinte di avere la conoscenza unica ed eterna. Ho letto minacce di andarsene dall’Italia, ho letto insulti a chi guarda Barbara D’Urso, ho letto parole volgari, la cui volgarità supera ogni berlusconiana festa. La volgarità peggiore è quella di chi si arroga il diritto di insegnare ad altri come si vive, giudicando comportamenti e atteggiamenti, anziché proporre alternative e soluzioni.

Piccole distruzioni continue


Una mazza ed un colpo, alla vetrina di fronte a me, all’auto parcheggiata: solo per il desiderio di distruggere. Che parola consueta quanto nemica dell’oggi è “distruggere: ne abbiamo paura, l’abbiamo connotata in senso negativo, caricata di significati simbolici. Distruggere è cancellare, eliminare, spaccare a pezzi, svuotare, allontanare, annientare, annullare. Etimologicamente è de-struere, de-costruire, l’opposto di costruire che è lodato e ricercato: costruire una casa, costruirsi una carriera, costruire un gioco, costruire una relazione, costruire una società. Costruire è un pò mettere insieme alcune cose per arrivare ad un’altra cosa finale. Solo per questo è buona cosa? Perché avere un fine è buona cosa? Perché senza fine non si può stare?

Distruggere è separare gli elementi messi insieme e annullare la cosa. Oggi abbiamo più bisogno di distruggere, che di costruire. Distruggere non ha un fine, distruggere è liberare spazio, mentale e fisico. Creare vuoto: quanta paura fa il vuoto? Occorre subito riempirlo, ci hanno insegnato, perché non riusciamo a stare dentro il vuoto. Se distruggiamo un palazzo, lo riempiamo con un altro o se si affaccia la coscienza ecologica, con un parco, se si affaccia quella sociale, con un luogo di ritrovo. Piccole distruzioni, continue…portano libertà che è la capacità di muoversi nel vuoto, senza vedersi riflessi in nulla. E’ difficile, ma li capisco, i distruttori arrabbiati.