C’era Mario e si mangiavano le acciughe, ora c’è…


Jackpot city. È una sala giochi, con le slot machines, le finestre oscurate e le luci colorate sulla porta; gente che entra, altra che esce con lo sguardo perso.

Mario era un ristorante, di quelli dove mangiavi cucina casalinga genovese e poi attraversavi l’Aurelia ed eri sul lungo mare, scendevi la scaletta ed eri in una piccola spiaggia di ciotoli.

Mi dispiace non solo perché non mangerò più le acciughe impanate e fritte, mi dispiace perché c’è una nuova cultura che consuma più illusioni e meno piaceri.

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